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Lento

w/ Edible Woman

https://www.inkoma.com/k/463

@ traffic, Roma, 14 marzo 2008.

 | pall youhideme
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The Edible Woman, a 1969 novel that helped to establish Margaret Atwood as a prose writer of major significance, is the story of a young woman whose sane, structured, consumer -oriented world suddenly slips strangely out of focus. Following her engagement, Marian feels her body and her self are becoming separated. As Marian begins endowing food with human qualities that cause her to identify with it, she finds herself unable to eat, repelled by metaphorical cannibalism. [wiki]


Edible Woman set:
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Per gli Edible Woman - da Fano, - [sfoglia komakino per recensioni e una breve intervista di qlc tempo fa] è passato quasi un anno dal precedente concerto al sinister noise [leggi/vedi live rep], - questa volta fortunatamente c'erano più di quindici persone, - anzi, il traffic è andato piano piano riempiendosi di gente, forse anche grazie al nuovo acquisto del biliardino al piano superiore, al giovane piace. E anche a me, però mi cazziano ogni qual volta faccio la girandola con la linea di giocatori di turno.
Novità per gli Edible Woman: - una woman, - non so se edible -, c'era nella line-up su palco, alla voce insieme a Luca, su diversi pezzi, quelli più soft; - il volume del diLei microfono era piuttosto basso, ma si accompagnava bene a quella di Lui nei, a cominciare da quella canzone dedicata ad Antonio Fazio (ma si può?), tale Antonio Fazio's Last Prayer But One (Trisexual) o Right Wing. Più selvaggi e noise core su Nothing, Honeyed Words, la strumentale Mouseman - dove batteria e basso sciorinano tortuosi e rancidi. - Non so dire se Li preferisco ora con synth e korg acido o prima quando avevano un chitarrista, - direi che in entrambi i casi sanno / hanno saputo trovare un equilibrio - però fondamentalmente consumo molto di più l'ultimo disco che Spare Me / Calf; - la sola Mystic River da The Scam Album ce l'ho inchiodata nella testa da quando l'ho ascoltata la prima volta, - quella batteria picchiatrice piena di rullate uptempo (si dirà cosí?), - basso, cantato e synth feroci hanno una Loro eco in qlc antro della mia testa. Skin Graft nelle vene.
Giusto una memoria di una gaffe: Luca che nel ringraziare i Lento si sbaglia e li chiama Altro. Si scusa. Risate. Bel concerto.
- Da gennaio scorso invece accusavo un certo rincoglionimento, - oltre la media quotidiana, chiaro, - sorta di senilità precoce dovuta all'essermi messo in prima fila ai Lento al circolo degli artisti [live rep qui, - leggi anche recensio], - e non hanno mancato di accompagnarmi verso la sordità nemmeno questa volta, - ma ascoltarLi è una sorta di harakiri uditivo volontario, quindi tutto ok, ogni tot mesi lo posso fare.
Eseguono perfettamente parte della scaletta dell'album Earthen più un inedito: il tutto è travolgente, - metallo e pura catarsi post-mortem, sia sui chitarroni pesanti che sulle lisergie più dilatate di Emersion Of The Islands. Insomma, non solo muscolature (uno di Loro con indosso la tshirt di Denise, che anticlimax!), ma anche raggiungimento dello stato nirvanico in crescendo di tre chitarre, basso, batteria selvaggia, - quattro gigantesche testate (intendo gli ampli, non la tragica fatalità dell'essersi lasciati trasportare dagli eventi), delay line6 su delay e tremoli, distorsioni e rogo di corde dopo aver musicato una guerra nucleare.. Un senso di disperazione e fine, tanto di cappello. E orecchio.
ps. chiedo venia, ma l'audio dei video è tremendo, mi è diventata sorda pure la digicamera.. ma questo in verità è un limite di fabbrica.
ps2. video dei Lento a venire su Youtube, appena mi sveglio, intanto è di 300mb qui.

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