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La Casa al Mare

w/ Don Turbolento

https://www.inkoma.com/k/462

c/o Lenti Eventi (buon compleanno), 16 marzo 2008 Roma @ circolo degli artisti, ingr. gratuito.

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La Casa al Mare [click to focus]
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Arrivo giusto all'inizio del primo pezzo in scaletta per La Casa al Mare, ovvero il progetto solista di Alessio Pindinelli, già Wax studio, Raise rec, ex Zo.e., insomma, non un novello, - lui la casa al mare almeno cosí ce l'ha. Ad accompagnarlo su palco, Michele Tòffoli e Marco Poloni (rispettivamente basso e batteria dei La Calle Mojada) e Andrea - anche lui ex Zo.e., fu Blueprint, ora Snow in Mexico, e riprendo qui fiato.
Il circolo è pieno di palloncini lucenti e colorati, in alcuni tratti c'è pure l'erba del prato finto per terra, e poi divanetti, cuscini.. - ambient pieno di dettaglio, frutto (meglio fotografato su myspace) del buon gusto dell'organizzazione Lenti Eventi che ha invitato tutti (gratis) al suo primo compleanno. Però i pasticcini e merendine varie me li devo esser persi, e solo un paio d'ore dopo ho realizzato che quel gruppo di persone che avevo visto verso metà del set dei bresciani Don Turbolento aprirsi un paio di bottiglie spumeggianti in un evviva, forse erano quelli dello staff.
La Casa al Mare ha fatto un set piuttosto breve, un pulito dreampop senza nemmeno troppi riverberi e delay, - io mi aspettavo un montare di loop, qualche turbine alla M83 di cui leggo Alessio esser fan, invece è stata preferita la semplicità pop ai fronzoli del genereDon Turbolento [click to focus], - materia pop appena bagnata di qualche sogno laccato dalla tastiera e macbook, godibile batteria in quattro quarti, - la voce sussurrata, songwriting timido e dolce sí, canzoni oneste ma senza esser per me memorabili. Una parentesi aperta e chiusa, che invece su myspace con un pezzo come Fluid Drive sfiorava il perfezionismo più electro shoegaze - pezzo poi riproposto come chiusura concerto, in playback, abbandonando il palco: peccato, speravo almeno di sentirci suonare sopra quella bella jazzmaster rossa. Invece niet. L'ultimo pezzo live eseguito aveva un bel tiro indie, ho pensato un pò agli Edwood. Gli applausi erano meritati, ma se avessero osato qualcosa di più, avrei preferito.
I Don Turbolento, in due, batteria e moog/korg, entrambi alla voce. Mah, personalmente li trovo più godibili su disco che dal vivo, anzi, su myspace che su disco (de gustibus), per quanto il batterista sia preciso e potente nello sciorinare ritmiche dance, e insomma, reggere tutto in due non deve essere facile, e loro invece ci riescono, - cmq l'effetto statico easy-listening un pò funky dei pezzi non mi ha entusiasmato come credevo, anche nonostante la riuscita cover di I Wanna Be Your Dog, totalmente tirata sù dalle percussioni e ululata. - Certo.. una cover appena appena inflazionata.. - In ogni modo, il pubblico apprezza, applaude ma è restio ad avvicinarsi al palco sino a metà del set mi pare.

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