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Paolo Zucca

L’arbitro (Italia, 2013, ora in DVD)

https://www.inkoma.com/k/4315

Il cinema e il catenaccio italiano

 | federico immigrato e rifugiato
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Non possiamo non convenire che la maggior parte dei tentativi volti a intellettualizzare lo sport preferito degli italiani siano sempre andati clamorosamente a vuoto. Hanno avuto molto più successo in questo senso, specie al cinema, i tentativi volti a rappresentare ­ la rivincita degli ultraperdenti, o la componente democraticizzante che caratterizza da sempre il mondo del pallone.
L'Arbitro di Paolo Zucca si pone esattamente in questa scia e specie con il finale esageratamente farsesco riesce a farlo con una certa originalità. Cosí come il recente Kaspar Hauser di Manuli, il lungometraggio con Accorsi si sviluppa in una Sardegna deserta e in bianco e nero.
Più che dai superstiti del mito sradicati dalla terra però, L'arbitro è abitato da un'umanità inestirpabile, molto vicina ad una versione zotica e agreste del proletariato di Orwell.
Se non fosse per la presenza della Cucciari avremmo avuto molti meno problemi ad accettare l'accostamento del film ad un ipotetico adattamento buonista e con la dieta sana e integrale di qualcosa di Ciprí e Maresco.
Sono sicuramente più riusciti i tentativi di proporre le sfide della mitica Atletico Pabarile in un'ottica da western disperato e surreale.
Molto divertente in questo senso la scena dell'agguato della squadra avversaria in una gola vicino ad un cimitero da campo che rimanda direttamente a Leone e tutto il clima degli spaghetti western.
L'arbitro in questo senso è ricchissimo di citazioni, non solo dal mondo del cinema, ma avrebbe potuto funzionare anche senza.
Da menzionare la prova di Messeri, disegnata accuratamente sulla figura di Innocenzo Mazzini, uno dei nomi più oscuri della nostra Calciopoli.
Non rendono al meglio forse le parti più musicali e coreografiche con Accorsi.
Più che per la funzionalità onirica di quelle scene in questo senso, pesa forse proprio la scelta dei tappeti musicali, un po' troppo da spot televisivo e prevedibile.
Nel complesso la scena finale sorprendente riesce a riabilitare molte delle piccole ingenuità del film e con Tutti all'attacco (YT) di Vignolo si pone come una delle farse sul calcio più riuscite uscite in Italia negli ultimi anni.


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