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The Brunettes

Macchina del tempo, destinazione 60s

https://www.inkoma.com/k/k.asp?id=410

@ traffic - v. vacuna, 97 (staz. tiburtina), Roma, 22 aprile 2008, - ingr. 8€

 | pall youhideme
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Incontro fortuito su internet a fine 2005, poi me Li sono persi per strada questi amabilissimi The Brunettes, che da core-duo feat. Lei e Lui, al secolo Jonathan Bree e Heather Mansfield ora se ne vanno in tour in 5, quasi fossero la famiglia Bradford.

The Brunettes (click to focus)
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Il folto pubblico della serata conta poco più di 20 persone (la storia la conoscete..), - beh, oltre gli addetti ai lavori (wow!). Peccato, peggio per Voi se siete rimasti a casa a poltrire, - buon per Voi se avete scelto invece per Beatrice Antolini che suonava al circolo, - ma a conti fatti Lei me l'ero già vista/sentita, i Brunici, che vengono dalla Nuova Zelanda, - insomma, sarebbe un pò un azzardo perderseli e contare di rivederli l'anno prossimo.
Entro al traffic passate abbondantemente le 23, e al piano di sotto stanno ancora suonando gli Skuma, gruppo spalla locale, - già, sentiti su myspace, nulla per i miei gusti, quindi resto sopra a fare salotto, ed è impossibile non notare al tavolino accanto i Jonathan e Heather, vestiti uguali a come erano nella flyer, che - credo - stessero preparando la scaletta. Poi li raggiunge una ragazza vestita da liceale commonwealth, che, mi si fa notare, abbraccia una scimmia di peluches. Sí una scimmia, - Voi non l'avete vista? Avevo intenzione di gridare dopo durante il concerto 'fa suonare la scimmia!' ma forse il mio appello sarebbe caduto nel vuoto.. vallo a sapere.
La famiglia Brady quindi arriva finalmente al palco, e sento vociferare qualcuno sulla somiglianza tra Jonathan e il cantante dei Baustelle, e diciamo che se è vera la storia che ognuno ha sette sosia (cioè 6+1 o 7+1?) nel mondo, allora c'è detto proprio male qua in italia, visto che Jonathan Bree è un genio oltre che un potenziale fromage francese scritto male. E' anche un amabile ca7zone, che racconta aneddoti a iosa, come quello per introdurre il pezzoThe Record Store ('sí, io lavoravo in un negozio di dischi, anche un altro paio di noi ha lavorato in un negozio di dischi.. quindi questa canzone si chiama The Record Store, solo che in effetti non ha nulla a che fare con il fatto che abbiamo lavorato tutti in un negozio di dischi'), - risate, su palco e sotto. Poi Lui suona due chitarre identiche ('sembrano identiche, ma hanno una sottile differenza' dice quando le alterna la prima volta), delle Epiphone modello Broadway, e sino a 5 minuti fa ero praticamente convinto che ci avesse incollato Lui sopra il simbolino dell'Euro (magari per farne un vanto con gli amici una volta tornato in terra nova di Sæl), invece qualcuno dovrebbe suggerire alla Epiphone di fare causa all'Unione Europea per plagio, - anzi, in realtà su internet c'è un articolo e una risposta del disinteresse del presidente Jim Rosenberg di intraprendere un'azione legale.
Forse sono uscito fuori percorso.
I Brunettes sanno tenere il palco, riescono a far avvicinare i venti avventori ai Loro piedi, - ricordo che il batterista cantava quasi tutti i testi delle canzoni, batterista che avrà avuto 19 anni. La tipa della scimmia di peluches alternava strani strumenti a corda, synth, tamburella, triangolo, trick&track vari, - l'altro chitarrista e il bassista si scambiavano mezzi e si spostavano a tromba e xilofono, come anche Heather, vestita di bianco e diafana, - su synth, armonica a bocca, nacchere, clarinetto.. Alla voce insieme a John, in perfetta formula boy/girl, hanno sciorinato un tre quarti d'ora di twee-pop di candido retrogusto anni 60, dal taglio di capelli all'ultima nota. Hanno provato anche a scatenarci con la scusa di un dance-contest, dove l'imbarazzo totale del non volervi partecipare ha congelato praticamente tutti (poi ha vinto una ragazza, - l'avrà presa la spilletta?)..
Da ridere quando i Brunettes hanno fatto la presentazione di ogni membro del gruppo, cantando velocissimo lo spelling di ogni nome..
Qualche pezzo lento da sbadiglio, ma ottimi su Obligatory Road Song, completamente rivitalizzata da maglioni a collo alto, - i Carpenters non erano nemmeno lontani con BABY, Structure and Cosmetics. Insomma, un bel concerto, - se riescono a farsi il giro del mondo suonando c'è un motivo, e non è lo stesso per cui Toto Cotugno arriva a suonare in Russia.
Suonano stasera a Ravenna, se potete, non perdeteveLi.

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Feedback:

 enrico|Knifeville writes: con Knifeville li avevamo portati in Italia l'anno scorso, come ricorda il caro Mat(ciao mat!) ed era stato super sia come concerti che per le tante persone venute a vederli. ho letto in questi giorni che le ultime date in italia hanno portato poca gente..peccato.sono un gran gruppo. ciao!
(24/04/2008 15:09:00 - ip: 193.20...)
 pall writes: hey Mat, infatti, lo stile di alcune cose di Jonathan mi avevano fatto pensare ai ladybug transistor, - però glieli preferisco di gran lunga! idem per l'indigestione indietweepop!
(24/04/2008 12:53:00 - ip: 89.97....)
 mat|disorderdrama.org writes: portati qui a genova a novembre. figherrimi. tra loro e i ladybug transistor mi sono levato la voglia di indiepop per i prossimi due anni.
(24/04/2008 00:54:00 - ip: 81.208...)
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