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Farmacia901

Suono e (im)materia

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Prescrizioni mediche lette da Fabio Perletta

 | pall youhideme
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"La precisa identità di ciascun lavoro viene conservata nell'involucro che lo ospita"
Della chiacchierata con Fabio Perletta, credo che questa sua frase raccolga brevemente il principio attivo della Farmacia901, etichetta capitolina quanto cosmopolita che guida insieme a Gianclaudio Hashem Moniri: poco manca di trovare le fustelle sui dischi del loro catalogo, dischi che dilatano e speculano suoni sino a cancellarli, passando da una nuova onda di IDM allo spettro sonoro da minimal techno, sino a glitch e catarsi white noise. 

***



komakino: No, Fabio, davvero, chi se li compra questi dischi? Ha davvero senso oggi creare un'etichetta discografica per un target cosí di nicchia?

Fabio Perletta: Ha senso perché certe cose non devono rimanere nascoste. Ogni disco è una rivelazione, un cambiamento, uno stimolo creativo che nasce da immersioni profonde nella propria esistenza. Non ho alcuna intenzione di fare il discografico anche perché, onestamente, non sono capace e non mi interessa affatto. Farmacia901 non è propriamente un'etichetta discografica; piuttosto mi piace definirla come un magnete, un atomo in cui si scontrano particelle di materia e antimateria, un catalizzatore di forze. Sono appassionato di scienza e di tutti i fenomeni invisibili, mi piace moltissimo creare sinergie e scoprire talenti; recentemente l'amico Marco Bonini mi ha definito un alchimista…non avevo mai pensato a questa cosa! I dischi sono il risultato di incontri, reazioni chimiche, scambi ed esplosioni sinestetiche. In fondo avere un target di nicchia significa preservare il contatto umano con la gente e gli artisti. Last but not least, tutto ciò mi permette di fare tutto ciò che voglio, conservando una propria integrità senza svendermi e senza scendere a compromessi. Prendere o lasciare.

komakino:  Non c'è un pò troppa gente che con un laptop e un paio di mixer fa questa roba? Non è tutta uguale? L'ascoltatore casuale la bolla come elettronica, e finita lí.

Fabio Perletta: Forse i musicisti con chitarra elettrica e fuzz sono decisamente più numerosi, non trovi? Scherzi a parte, non bisogna farsi ingannare dal mistero del laptop e dal “chissà cosa starà facendo quel musicista dietro quel monitor”. Il mixer o il computer sono degli strumenti veri e propri che nascondono un mondo. Credimi, come sta dietro un laptop Aphex Twin non è la stessa cosa di come lo fa uno qualunque che ha scaricato il primo software per la generazione sonora: il cuore e lo spirito che traspaiono dalla musica di certi artisti non è cosa da poco. Non importa poi se è stato usato un laptop, un pianoforte o un oggetto trovato per casa. Personalmente non mi sono mai posto il problema. Se una musica tocca la mia anima, chiudo gli occhi e dimentico che quelle vibrazioni sono state create da chissà quale “mezzo”. Ciò che resta è la profondità della persona che, grazie ad un determinato strumento, riesce a concepire qualcosa di grande. Mi capita spesso di confrontare il mio operato con dei musicisti che utilizzano i miei stessi software-hardware e ogni volta rimango stupito dall'approccio creativo eterogeneo e dal modo in cui lo stesso mezzo viene utilizzato in modalità sempre diverse. È vero che c'è una tendenza ad identificare l'elettronica esclusivamente con la musica da club (quella fatta male però), ma lascerei queste convinzioni a chi non ama informarsi, ricercare e scoprire. D'altra parte, invece, esiste l'universo sconfinato della sound art, una filosofia sonora multiforme in cui il suono è “pensato” in termini di matericità: come percezione ai limiti dell'udibile (vedi Ryoji Ikeda o Richard Chartier), come riflessione concettuale sul mezzo attraverso il quale esso stesso viene generato - mi riferisco a Stephan Mathieu con lo splendido The Sad Mac (Vector-Headz) - e come fenomeno fisico relazionato ad un ambiente specifico. Ci sono troppo sfumature per poterla catalogare o definirla come un'unica pasta.

komakinoFarmacia901, come nome vale bene una domanda. Anzi due, o 901, cioè perchè Farmacia, e perché 901. La Musica che produci è farmacologica?

Fabio Perletta: Da bambino ero tremendamente affascinato dal design dei medicinali e confesso di esserlo ancora! Trovo divertente come degli elementi possano combinarsi per dar luogo ad un prodotto che abbia un preciso effetto psicofisico sulle persone. Poi in fondo, non è che sia cosí tanto d'accordo sull'uso dei medicinali… Può essere una contraddizione, ma la accolgo. Ad ogni modo la musica è anche un pò questo, una sostanza o principio attivo che scatena delle reazioni e la Farmacia è un luogo che ha una certa corrispondenza con un negozio di dischi: c'è un catalogo, un ordine e un design. 901 è un dato, un numero o un elemento chimico, se vuoi… Spero di aver soddisfatto la tua curiosità.

komakino:  A proposito, in Farmacia ci sei solo tu, o c'è qualche apprendista?

Fabio Perletta: Io mi occupo della direzione artistica, di tutto l'apparato grafico e della coordinazione interna; poi c'è Gianclaudio Hashem Moniri (Kaeba, Plaster) che cura i rapporti e i contatti con l'estero (distribuzioni, riviste e webzine) e ricopre anche il ruolo di mastering engineer. Oltre all'amicizia che ci lega, è stato decisivo il suo ingresso e grazie a questo stiamo crescendo tantissimo.



komakino:  I supporti dei dischi Farmacia901 sono sempre dei gioiellini in fatto di design & artwork.. avvolti in seta nera ( - Vuoto), dei buchi neri (Tiziano Milani   - Riflessione Compositiva di Assemblaggi Possibili), blocchi di legno (MDF HORVS).. come a dire ogni disco ha una sua identità intrinseca a partire dai supporti, no? Da dove nascono le idee grafiche? Come le realizzi?

Fabio Perletta: Ti ringrazio, mi lusingano i tuoi complimenti! L'aspetto grafico è l'estensione materica dei suoni, il passaggio dall'astratto al concreto, una trasformazione da vibrazione acustica a sensazione tattile. Mi piace pensare che la musica si possa toccare prima ancora di essere ascoltata; è un processo sincretico: la precisa identità di ciascun lavoro viene conservata nell'involucro che lo ospita, quasi come uno scrigno. Le idee nascono principalmente dopo ore e ore di ascolto del disco in questione, fin quando non si concretizza quella precisa sensazione fisica che poi si tradurrà in materia. Lavoro principalmente in Illustrator, per cui il 90% degli artwork sono fatti vettorialmente. I materiali usati sono molteplici: colla, legno, plastica, inchiostro, polvere di medicinali, raso.


[foto di Pierluigi Cacciatore]

komakino:  Si può parlare di musicisti per il catalogo Farmacia901? A me viene sempre quel parallelo tra Sound-people e Music-people, mi spiego? Un pò come a dire, musica pop contro musica cognitiva.. che ne pensi?

Fabio Perletta: Certo che si può parlare di musicisti! Attualmente ancora non si riesce ad affermare normalmente questa cosa, semplicemente perché si è ancora legati alla figura tradizionale del musicista. La musica per me è un fenomeno fisico e mentale: sia un musicista canonico che un sound artist o sound designer elettronico sono capaci di emettere vibrazioni acustiche e tradurle in sensazioni, emozioni. Mi basta. Anche perché la ricerca timbrica è un valore aggiunto alla ricerca armonica. Diciamo che questo connubio c'è sempre stato, l'elettronica è soltanto una via in più, una sfumatura nuova di colori aggiunta alla tavolozza della musica. Questa difficoltà a considerare un sound artist come un musicista a tutti gli effetti genera confusione ed elitarismo, soprattutto in certi ambienti chiusi e accademici, rimasti ad una concezione davvero arcaica. Inoltre, credo, che questa visione distorta e classista porti ad una crescita culturale lentissima e macchinosa.

komakino:  Che visibilità riesci a dare al catalogo Farmacia901? Ci sono canali appropriati, o anche, distro che possano fare da cavallo di troia per 'invadere' altri mercati? Fuori italia, niente?

Fabio Perletta: Li stiamo cercando, ma gestire tutto è un lavoro davvero duro, non sempre riusciamo a trovare il tempo per dedicarci completamente al progetto. Ad ogni modo della parte “commerciale” si occupa Gianclaudio Hashem Moniri. Ci sono ancora dei punti deboli e delle questioni da migliorare, ma vedo tantissimo entusiasmo dalle persone che fanno parte della label. Ho da poco firmato un contratto con Bleep, tra i più grandi store virtuali del pianeta. All'estero tra poco saranno disponibili alcuni titoli in stores tipo Norman Records in Inghilterra, Art Into Life in Giappone e altri in via di definizione…

komakino:  I dischi che ho ascoltato della Tua etichetta hanno in comune un carattere 'cinematico' negli ambienti, minimali o più costrutti che siano: il che, direi, sarebbe molto apprezzabile  immaginativamente, nel senso, perfetti per 'musicare' un (certo) cinema.. hai qualche contatto nel settore?

Fabio Perletta: Hai ragione, mi piacerebbe poter lavorare al cinema o nell'audiovisivo. Diciamo che non ho tantissimi contatti, a parte amici registi e fonici di presa diretta. La dimensione visiva si sposa benissimo con i suoni elettronici ma non la condivido sempre, soprattutto perché ora è diventato uno standard e di conseguenza tutti i musicisti utilizzano software di generazione e/o di manipolazione video, pur non soffermandosi sul senso e sul perché dell'utilizzo di fonti visive in certi contesti. Il video merita uno studio approfondito, sia per la tecnica che per l'aspetto concettuale che lo lega ai suoni. Tendenzialmente, comunque, cerco di fare in modo che il suono rimanga tale. Se la musica è già abbastanza forte, perché inserire anche i video? Per le Dromoscope Sessions passate il visual artist Orgon (Davide Luciani, con il quale ho fondato Against Design) ha sviluppato un apparato visivo decisamente interessante, un'architettura visiva in 2D monocolore (B/W) molto elegante. Inoltre, ho collaborato con Lasal (Arístides Job Garcia Hernádez), un videoartista incredibile, tra i massimi esperti delle generazione video in real time con il software open source VVVV; abbiamo avuto l'onore di averlo per le Dromoscope Sessions a Berlino.



komakino:  (non vorrei esser troppo intrusivo ma) cosa fai nella vita per campare?

Fabio Perletta: Insegno musica elettronica per adesso…

komakino:  Vai ai concerti? Cosa hai visto/sentito ultimamente d'interessante?

Fabio Perletta: Ho visto recentemente (nel 2010) Michael Rother, il leggendario chitarrista di NEU!, Kraftwerk, Harmonia, al Circolo degli Artisti a Roma, insieme a Steve Shelley. Una serata unica e irripetibile. È una sensazione strana avere di fronte un uomo che ha fatto la storia della musica e che a distanza di anni conserva ancora una stato di purezza molto forte. Ho percepito lo stesso spirito e lo stesso colore dei suoi dischi, grazie ai quali ho sviluppato una certa maturità critica; ancora oggi arrivano come sguardo ancestrale che, dal quel punto infinitesimale delle origini dell'universo, si estende verso il futuro in un viaggio siderale. È stato bello vedere le persone presenti unite in questo grande rito cosmico! La cosa interessante è che ho provato la stessa sensazione qualche anno fa a Dissonanze, vedendo i Cluster. Rimane ancora un mistero cosa sia accaduto in Germania in quegli anni, un'ispirazione fuori dal comune…Krautrocksampler! A  novembre sono stato a Bologna per gli Einstürzende Neubauten, impressionanti anche loro, grandi professionisti. Molto bello rivedere a distanza di qualche anno Test Pattern di Ryoji Ikeda al Palladium di Roma, è un grande artista, lo seguo sempre. L'estate scorsa ho visto i Blastula ad Acusmatiq 6.0, un progetto interessantissimo formato da Cristiano Calcagnile e Monica Demuru; poi ho avuto un'immersione nel festival Flussi ad Avellino, pieno di nomi e proposte interessanti come Stephan Mathieu, Oval, Jan Jelinek & Masayoshi Fujita, Kangding Ray, Bellows (Giuseppe Ielasi e Nicola Ratti), Lemures (Enrico Coniglio e Giovanni Lami) e tanti altri.

komakino:  Che piani hai per il futuro? Che bolle in pentola?

Fabio Perletta: Tante cose…ora stiamo lavorando per un disco molto importante, frutto di una collaborazione tra M.B. (Maurizio Bianchi) e Andrea Ics Ferraris, appena uscito l'8 gennaio. In primavera avremo una release digitale di Hidekazu Imashige, in arte Gallery Six, un musicista bravissimo scoperto sul web. Poi avremo l'onore di presentare l'esordio di Marco Bonini come Ubik, con un lavoro concettuale sulla cronobiologia e sui ritmi circadiani, dal titolo “Circadian Rhythm, Sleep Disorder”.
Sicuramente qualcosa del mio progetto Øe dopo l'estate e tante altre sorprese! Inoltre, tra poco sarà disponibile una rubrica dedicata esclusivamente ai suoni creati per installazioni e performance, che curerò insieme a Davide Luciani.



komakino:  Last but not least, come si fa a comprare i dischi della Farmacia 901?

Fabio Perletta: Tra poco, come dicevo prima, dovrebbero essere disponibili su Norman Records, Art Into Life e Soundohm in Italia. Per il digitale invece su Bleep. Oppure, sul nostro store.
Un ringraziamento particolare a Paolo che ci segue sempre. Lunga vita a Komakino!
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