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My Bloody Valentine

w/ The Pastels

https://www.inkoma.com/k/308

@ Barrowland, Glasgow, Scotland, £25.22 + fees

 | pall youhideme
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Mind blowing loud.

My Bloody Valentine
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My Bloody Valentine
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My Bloody Valentine

Best ever live show in a lifetime.

Non credo proverò mai più emozioni sonore & sensitive tanto forti come quella sera a Glasgow con i My Bloody Valentine: pura catarsi, estasi, sensualità, adrenalina e ipnosi (i 20 minuti di noise di You Made Me Realise).
Aver usato i tappi per le orecchie, è stato un pò come farlo col preservativo, ma non come drograsi col metadone. Insomma, togliersi i tappi stando in seconda fila, e mettersi contro 7/8 amplificatori di chitarra e due del basso, hmmm, no, non mi è parso il caso. Cmq sí, poi me li sono tolti un attimo.
I cancelli aprono alle 7pm, c'è poca gente in fila, io dovevo ritirare i miei biglietti al botteghino. Entrare al Barrowland Ballroom è stato quasi come affrontare la security di un aeroporto londinese. C'è a chi è stata sequestrata una Lomo Holga ('hey man! it's a toy camera, it's nothing professional!!'). A me hanno svuotato le tasche, e poi il divieto di uscire dal locale, salvo annullamento del biglietto (ehhhhhhh!!).
C'è poco merchandise, giusto delle tshirt con la scritta Loveless (evviva la fantasia design..) e una più carina che riprende il tema di Feed Me With Your Kiss EP, - tutto a 18 pounds ('ma-li-morté', - esclamerò con accento di Glasgow).
E quindi mi ritrovo praticamente in prima fila, con in mano un gin lemon fatto con la ricetta della Fanta.
I Only Said - i quattro si fanno attendere troppo, TROPPO, ok, dici che 13 anni e 2 ore non fanno differenza se diventano 13 anni e 3 ore, comq si fanno attendere TROPPO, perchè improvvisamente siamo in TROPPI, inoltre qualcuno ha la geniale idea di accendere i fumi dal palco, nemmeno fosse un concerto dei Van-Halen, - c'è quasi da svenire se disgraziatamente uno Ti respira sul collo. Sale prima Debbie Googe poi Colm O'Ciosoig, il cui drum set è saggiamente protetto da due pareti di plexyglass rispetto l'armamento gigante degli amplificatori, quindi Bilinda Butcher e Kevin Shields.
I tizi della security cominciano a distribuire acqua gratis, e non si volteranno praticamente mai a guardare i MBV suonare.
I Only Said è la miglior intro possibile alla sensualità di un concerto, intanto una serie di filmati vengono proiettati alle spalle dei quattro; - tutti poi continuiamo a ballare con When You Sleep. - Kevin cambierà tipo 8 o 9 fender jaguar, Bilinda si limita alla metà. Le voci si sentivano eccome, nel caso ve lo foste chiesto, e Bilinda è pura melodia alla voce mentre le chitarre bruciano l'aria. Sono Debbie e Colm a muoversi di più, quasi due animali in gabbia, mentre invece alle chitarre rimangono più manichini possibili. Bilinda tradisce qualche sorriso, sembra molto contenta. Shields pare un chimico che distilla provette. Segue You Never Should dove ho cominciato ad orgasmare tanto era perfetta, emozionale e acida, - puro crescendo, - non ha mai deluso, - alla fine del pezzo ho urlato GRAZIE.
Non mi sarei mai aspettato facessero Lose My Breath, uno dei miei pezzi preferiti di Isn't Anything: Shields usa una chitarra acustica molto riverberata, e Bilinda forse si confonde e cambia chitarra senza usarla, per poi ricambiarla a fine pezzo. Il pubblico durante l'esecuzione resta quasi muto. Come In Alone (qualche iniziale problemino nel gestire la whammy bar per Shields) è come un mare di placenta astrale dopo una tempesta di stelle. Ne scrivo di strnzt eh?
Credo poi fosse su Only Shallow che un deficiente fa crowd jumping con una temperatura in sala di 35gradi cadendoci addosso. Poi arriva Thorn, introdotta da quella bruciante smandolinata piena di saturazione, - perchè alla fine Shields è questo quello che fa, domina uno sfogo di distorsione, gli dà velocità e forma, ed emozione. Nothing Much To Lose è nirvanica quanto You Never Should, dove il volto irlandese di Colm è un teatro di grigni e picchiaduro e godimento, - con post-coito sedato poi da To Here Knows When, dove potevamo penso metterci tutti in posizione fetale se solo ce ne fosse stato di spazio a terra. Quindi arrivano le ondate di Blown A Wish, e la whammy-bar song Slow, salutata dal pubblico come a dire 'lo sappiamo, tutto cominciò da lí'.
Quando arriva l'intro col drum-loop di Soon, la gente impazzisce. Credo fossero in pochi a non ballare. Io continuavo ad avere la pelle d'oca.
Feed Me With Your Kiss è il pezzo dove Colm esplode in ferocia; continuo a pensare che Lui e Simon Scott negli Charlottes abbiano (o abbiano avuto) lo stesso battito cardiaco; pura energia, da crisi epilettica, - come le rullate sulla seguente Sue Is Fine - oddio, se ci ripenso impazzisco.
Il gran finale è You Made Me Realise: e quando arriviamo all'inizio di quella impossibile pausa noise che avevo su due tre live show mal registrati negli anni 90, penso tra me e me 'ok, eccoci arrivati, ci sono dentro anche io ora'. Distorsione sopra distorsione sopra distorsione, una fiamma che diventa sempre più grande, - uno della security fa gomito al collega e cominciano a ridacchiare di uno vicino a me che nonostante la totale assenza di ritmo sta ballando (alchool): io invece appena inizio guardo l'orologio, perchè voglio essere sicuro duri quanto duri, cioè 20min spaccati. - Avranno avuto un countdown da qualche parte? C'era un tabellone col timer? Tipo uno di quelli che si usano per cucinare. Driiiin. Intanto le luci impazziscono, pura psichedelia e epilessia-offresi-gratis. Il braccio sinistro di Shields diventa un rivolo di sudore che goccia dopo goccia fa una pozza ai suoi piedi. La Googe gratta il basso con gli occhi di fuori, Colm sembra poter morire da un momento all'altro tant'è che continua a picchiare cassa e piatti, - Bilinda se la cava con plettrate più lente. Poi arrivati a 20 min tutto riprende esattamente da dove si era fermato, anche se l'aria è talmente SATURA di rumore che a fatica distinguo le due voci, oramai totalmente assorbite. Io ho pensato di poter rimanere sordo, e che forse ne era cmq valsa la pena.
Non mi ricordo se nessuno dei MBV ha mai ringraziato il pubblico, non è importante.
Se ne vanno, nessun bis, sale un tizio a spegnere tutti quegli amplificatori, sinchè rimane solo un segnale distorto inverosimilmente bruciato che fa panning stereo da sinistra a destra, tipo uno di quei rumori captati dall'interspazio che poi grazie a qualche algoritmo può essere sviluppato in un messaggio tipo 'veniamo in Pace, ma distruggeremo il Vostro pianeta'; quindi è tutto finito, - siamo stati tutti scopati, - tranne quelli della sicurezza, a loro non gliene frega mai niente, sono come degli eunuchi muscolosi e annoiati in un harem.
Fuori del locale vendevano le tshirt taroccate.. tutto il mondo è paese.
Ah, credo fosse appena mezzanotte, - fosse successo in italia, minimo si finiva alle 2am.

Ah sí, di spalla c'erano i glaswegian The Pastels. Un bel pò monotematici, ma bravi, come lo erano già 15 anni fa, senza eccellere, ma genuini. La batterista, a cambio palco, è andata a fotografare la pedaliera a tre piani di Debbie Googe.
Non so perchè la Googe avesse tre piani di pedali, e continuerò a chiedermelo.

The Pastels
The Pastels
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