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El Cijo

Due chiacchiere con Simone Furbetta

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El Cijo è un talentuoso gruppo di Ancona, a debutto sull'altrettanto debuttante Still Fizzy rec.
Il Loro disco
Bonjour My Love è un godibilissimo cassetto pieno di canzoni tra il folk più intimo e lo sberleffo alternative country arricchito di digressioni jazz, - davvero una mosca bianca in italia. Scambio qualche parola con Simone Furbetta, - ne è voce e chitarra.



komakino: Ho letto nell'intervista fattaVi da Loudvision che El Cijo sta per "il ciglio" in anconetano.. e poi la risposta seguiva con "Scegliendo questo nome abbiamo voluto anche identificare parte del nostro sound.".. cioè? i cigli, specie quelli che conficcano nell'occhio sono fastidiosi e dolorosi.. Vi sentite cosí?

Simone Furbetta: Fastidiosi speriamo di non esserlo adesso e non diventarlo mai. Dolorosi vorremmo esserlo già, ma abbiamo ancora tanta strada da fare. Se è vero (come pare sia vero) che abbiamo detto: "Scegliendo questo nome abbiamo voluto anche identificare parte del nostro sound.", allora lasciami aggiungere un'altra battuta a effetto: “La nostra musica è il ciglio che sta a margine dell'occhio, a margine della strada”. Insomma, stiamo ai margini. Ecco la grande metafora.


komakino: Ascoltando Bonjour My Love, mi sono venuti in mente Bob Corn, Bonnie Prince Billy, Tim Buckley, ma anche una ironia alla Eagle of Death Metal (su Every Woman, Uh Uh Uh Uh), per quanto di mite abbiano praticamente niente. Voi siete meno country e più sulla riva jazz e psichedelia (la bella digressione finale di The Guy Of Yellow Grain, il solitario di Anniversary On Monday) - Come nasce la vostra musica? Da chi di voi è partito tutto? Nessuno ha provato a portare sotto banco un distorsore in sala prove?

Simone Furbetta: Le canzoni del disco sono nate da una melodia vocale accompagnata da qualche accordo. Il resto è cresciuto intorno a questo germoglio iniziale. I pezzi strumentali sono frutto di improvvisazioni. Tutto è partito da modelli abbozzati, molto abbozzati. Non avevamo niente di completo, all'inizio. Ci siamo decisi, strada facendo, a dare una forma all'informe. Ma credo che ascoltando il disco si noti questa informità iniziale e il fatto che non sempre abbiamo voluto o saputo (lascio a te la scelta) modellare la creta fino in fondo.


komakino: Avete altre band parallele al El Cijo?

Simone Furbetta: Sí. Due di noi (Pietro Baldoni e Alessio Ballerini) suonano in una band che si chiama Beurk. Approfitto per fare pubblicità. Sono sperimentali, elettroacustici, psichedelici a volontà. Un bel progetto. Andate a visitarlo in rete



komakino: Poi c'è il parallelo postodellefragole e El Cijo (il video stesso di Just a rebel song è a firma del suddetto collettivo), quindi un bel gruppo di persone coinvolto, però in Blackbird Messenger mi sembra di sentire solo una chitarra e una voce.. quindi in realtà El Cijo si può dire che sia Simone Furbetta?


Simone Furbetta: Il colletivo Postodellefragole è in piedi da qualche anno ormai, fin'adesso si è occupato prevalentemente di videoclip. E infatti postodellefragole ha realizzato, è vero, il primo clip di el cijo. Quanto al Cijo, stiamo parlando di un gruppo. Di una band. Il disco “bonjour my love” è il frutto dell'unione di cinque forze. È un disco davvero corale.

komakino: In effetti diverse tracce di questo disco sono altamente cinematografiche, - c'è qualche film in particolare cui avreste volentieri fatto le musiche (Titanic e relativo fattore economico a parte)


Simone Furbetta: Non ci ho mai pensato. Titanic ha delle musiche letteralmente favolose, inseparabili dal film. Difficile fare meglio.

komakino: Il vostro disco di debutto fa 16 canzoni per quasi un'ora di musica, non sarà troppo? Per me no, anzi, il disco scorre tranquillamente, ma in italia, a livello indie quanto major, pare non prendere piede l'abitudine del 'prima un ep, poi il disco', e magari suddividere le provviste fra due uscite.. non vi attirava l'idea?


Simone Furbetta: La decisione non è dipesa esclusivamente da noi. È stata presa con la nostra etichetta (still fizzy record). Chi ha prodotto “Bonjour my love”, ossia Gilberto Caleffi, voleva realizzare un disco del genere. Non gli interessava un ep. Noi del gruppo eravamo d'accordo. Siamo contenti della collaborazione con Gilberto. Forse, ce lo dicono in tanti, 16 brani per 1 ora di musica sono troppi. Ma 10 euro al banchetto dei nostri concerti per un cd con 16 brani e 1 ora di musica sono onesti. Accorrete numerosi.





komakino: La copertina, anzi, tutto l'artwork del cd è a cura di Ericailcane.. insieme a Blu uno dei miei illustratori preferiti! Come vi siete (e se) conosciuti?

Simone Furbetta: Uno dei nostri, Marco, conosce Ericailcane per motivi di lavoro. Ericailcane ha acconsentito alla nostra proposta di collaborazione. Siamo stati contenti della sua adesione. Gli abbiamo lasciato campo libero.


komakino: Essendo una nuova band, mi chiedevo se avete già avuto occasione di debuttare dal vivo, e se giocate di più il live sulla chiave intimista (i.e. Old Man) o quella più friendly di Just a rebel song / Not Even My Clothes.

Simone Furbetta: Dipende dalla serata, dal locale, dall'umore. Facciamo la scaletta all'ultimo momento. Abbiamo suonato un po' qua e un po' là e fatto la spalla ad artisti interessanti, italiani e stranieri (dodos, adam green, jennifer gentle per dirne alcuni). Abbiamo in programma diverse date. Insomma, ci stiamo dando da fare. Abbiamo un management molto in gamba, ja.la. Senza un buon management difficilmente riesci a organizzare come si deve la faccenda.


komakino: Cosa Vi aspettate da questo disco? Quanto tempo della vostra vita quotidiana dedicherete al El Cijo? Avete in programma di suonare fuori confine italico?

Simone Furbetta: Il disco si sta comportando bene. Grazie a questa pubblicazione stiamo suonando in giro e mettendo in conto, sí, anche un tour fuori confine. Ogni band, per come la vedo io, dovrebbe uscire dal proprio paese. Per una band come El Cijo penso che sia un passo necessario.

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maggio 2009

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