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Brian Eno

PRESENTISM – Time and Space in the Long Now

https://www.inkoma.com/k/993

FutuRoma – 100 anni di Futurismo (1909- 2009)

 | mike thumb
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Apertura: h10 – h20
Ingresso GRATUITO

PALAZZO RUSPOLI
(Via del Corso , 418)
ROMA
20 febbraio – 15 marzo

Del Futurismo musicale rimane ben poco: i futuristi hanno invocato la distruzione delle prove, volevano dar fuoco agli scaffali delle biblioteche, inondare i musei, demolire le città, per reagire alla cultura del momento, per trasformare l'arte in vita, il presente in un futuro non ancora vissuto.
Anche la musica, di natura immateriale, è stata sottoposta a questa distruzione, non però facendo scomparire gli strumenti ma creandone di nuovi in grado di infrangere il muro tra suono e rumore. La con-fusione tra uomo e macchina profetizzata dai futuristi ha portato alla con-fusione tra tradizione e tecnologia. La simultaneità, il movimento e la velocità – concetti cari ai futuristi – oggi rappresentano obiettivi in parte raggiunti.
Bisogna ammettere che la profezia dell'uomo meccanico si è praticamente compiuta: l'uomo non solo è “composto” di oggetti realizzati dalla tecnologia trapiantati nel proprio corpo, ma utilizza le macchine come vere e proprie “protesi” di sé: i computer e ogni altro tipo di macchina in grado di processare delle informazioni sono pròtesi della nostra mente, estensioni della nostre possibilità mentali. I futuristi volevano creare un ambiente emotivo e il desiderio di di “intonare” i rumori con cui si svegliava la città  mostrava già un'esigenza ambient. Volendo il ritorno all'armonia tra uomo e ambiente, umanità e tecnica, tra natura e cultura, il Futurismo intendeva evitare il baratro dell'astrazione cui era giunta la musica accademica. Se il Futurismo ha contribuito alla simbiosi delle arti, Brian Eno ha mantenuto in stretta relazione la mente, il corpo e la strumentazione, “colorando” l'atmosfera con una musica che circonda l'ascoltatore, avvolgendolo. Eno è un musicista e un artista visuale insieme. E' stato il primo a concepire musica per spazi non convenzionali “immergendo” l'ascoltatore dentro l'ambiente. “Presentism” si offre quindi come una sinestesia, una tavolozza di sensazioni dilatate nello spazio dell'ascolto come pure della visione: timbro e colore vengono fusi compiutamente in uno spazio totale, una sintesi audiovisiva che offre un'immagine “presentista” di Roma. Nella suggestiva cornice delle sale di Palazzo Ruspoli l'installazione di Eno si offre, agli occhi e non solo, rivelandosi come un caledoscopico universo di micro-variazioni geometriche in cui si racchiude il senso stesso della progressione, la tensione verso qualcosa di ancora non scritto. Accomodandosi su bellissime poltrone vintage rosse, lo spettatore può facilmente immergersi in suggestioni di sublime astrazione e simmetria cromatica godendo di un'ottima colonna sonora drone-ambient, come nella migliore tradione  poliedrica ed innovativa di un grande artista del calibro di Brian Eno.


[foto sopra: Naples, foto sopra sopra, Austria, - chiaro, no? Ndpallyouhideme]
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