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Uzi & Ari

w/ Formanta!

https://www.inkoma.com/k/932

Roma 12 febbraio @ sinister noise, 10

 | pall youhideme
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Ero nuovo alla Musica degli Uzi & Ari sino al mese scorso quando ho saputo del Loro  concerto a Roma, - che inizialmente era previsto al traffic, poi spostato al rumore a sinistra causa dissimpatie del vicinato presentate dai vigili.
E solo un paio di settimane fa, guardando per la prima volta il film I Tenebaum, ho capito l'analogia del nome del gruppo, e quindi ho smesso di pensare fosse un duo lui/lei, anzi, - Uzi e Ari sono due maschietti, per la cronaca. Dico quelli del film. Invece quelli del gruppo sono in sei, tra cui una dolce bionda pulzella.
Il locale non era pieno (forse se non ci fossero stati i Kill the Vultures al circolo, la stessa sera, pieno lo sarebbe stato), ma di gente ce n'era.
 Di supporto c'erano i Formanta!, di roma, in quattro, con una bella rickenbacker per chitarra, linee di basso new-wave anni 80, una ragazza alla voce e omnichord, batteria, - nei momenti migliori mi sembravano i Velocity Girl, nei peggiori, come a suggerimento di un amico, Anouk: le loro Sweetheart e Fourteen sono delle piacevoli spensierate pedalate indie pop.
L'orchestra degli Uzi & Ari era piuttosto provata dal freddo capitolino di questi giorni, - infatti salgono tutti su palco sciarpati e incapucciati, e  se non sbaglio, cominciano il set con Missoula, primo brano del nuovo e terzo Loro album Headworms, Own records. - Quindi cominceranno a farci girare la testa: tutti e sei questi giovani ragazzi, capitanati dal lirismo di Ben Shepard, sono tutti polistrumentisti. Come niente si passano gli strumenti di mano durante la canzone, - dal violino allo xylofono, dalle tastiere/organo agli strumenti a fiato, laptop, autoarpa, - davvero uno spettacolo la naturalezza e preparazione con cui si scambiavano di ruolo e non inciampavano l'un l'altro. 










Alla voce, insieme a Ben, la minuta bionda Catherine Worsham, a impreziosire di poesia il pathos del gruppo, ma si poteva vedere spesso gli altri ragazzi cantare i testi lontani dal microfono. Sull'esecuzione di Wolf Eggs siamo tutti rapiti, e non sarebbe stato difficile farci scendere qualche lacrima di catarsi. Sí, perchè l'effetto del Gruppo è proprio quello di un languore catartico purificativo, una delicatezza pop a tratti esplosiva, genuinamente diafana. Piano piano i 6 cominciano a togliersi sciarpa e cappucci, - Ben e il battersista hanno fattezze mormone, e, leggendo la bio su wiki, anzi, esce proprio fuori che Ben s'è fatto due anni in Cile come missionario per la mormon church.. oh dio.. cmq, Ben, vedendo l'ora tarda che si stava facendo, chiede al microfono 'c'è qualcuno qui in sala che alle 8 deve essere a lavoro? oddio, e che ci fate allora qui?'.. io gli avrei risposto 'cerco di godermi la vita con dell'ottima musica'. I violini finali della title track Headworms valevano le future quasi 6 ore di sonno.


Niente bis, s'è fatto davvero tardi, - il banchetto del merchandise degli Uzi & Ari è pieno di gente che agguanta CD, vinili e magliette.
Stasera suonano a Milano, non perdeteveli.



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