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Afraid!

Gruppo di culto

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 | pall youhideme
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Gli Afraid! sono emo, sono screamo, sono hc, sono dance-punk [leggi scorsa komarecensio], ma non quell'emo e quel punk su cui le major oramai hanno piantato bandiera di proprietà affibbiando un'acconciatura e una caterva di piercing e altri cliché adolescenziali.
Gli Afraid! fuori confine sarebbero già un Gruppo di culto, - non che non lo siano già, - hanno pure diversi tour fuori confine alle spalle, - ma l'italia è l'italia, e siamo quattro gatti, i locali sono quelli che sono, i cachet ai gruppi indie sono quelli che sono, e non mi pare di ricordare di un Gruppo che con un singolo si sia pagato vitto e alloggio per un anno.
No, questo in italia non succede, salvo sputtanarsi e vendersi l'anima a qualche produttore macellaio.
L'intervista agli Afraid! mette un pò di luce sul Loro lato più posato e di intelletto, quasi Groucho Marx nell'umorismo, calibrato da una coscienza attenta di quello che rappresenta la propria attitudine musicale e la 'non-scena' / pubblico italiano.
L'amico Massimo Cisternino mi ha aiutato a buttare giù qualche domanda, essendo anche Lui fan dei nostri eroi..


Afraid!


komakino/paolo: beh, questo nuovo sette pollici è senza titolo, anzi, è 's/t', che al contrario può significare tranquillamente 'stesso titolo', quindi 'Afraid!'.. quasi come si fa con un debutto.. Voi come lo considerate? E' il disco manifesto degli Afraid!? (o non avete fatto in tempo a dargli un titolo?)


Afraid!


Afraid!: Anche il nostro primo ep non era "senza titolo" o aveva lo "stesso titolo".
Non consideriamo, quindi, questo ultimo 7" un"debutto", termine che, quantomeno per ordine cronologico, si addice maggiormente al nostro primo ep.
Consideriamo questo nostro ultimo 7" ancor meno un"manifesto degli Afraid!", perchè cosí facendo ci auto-condanneremmo alla cristallizzazione perpetua, alla stagnazione della forma e dei contenuti in un determinato istante.
Invece, cosí com'è strutturale in tutti i gruppi musicali veramente vivi e tesi al nuovo (o quantomeno con queste velleità), è inevitabile il cambiamento e la messa in discussione, l'evoluzione continua, per quanto concedano i (nostri) limitatissimi mezzi.
Potremmo definirlo "un fotogramma", un'immagine momentanea che rappresenta qualcosa che, nel momento in cui la si osserva, in realtà è già finita nella sua rincorsa verso qualcos'altro.
Un po' come i dribbling di Garrincha o George Best per intendersi...


Afraid! (foto by Leonardo Rizzini)


komakino/massimo: Vi sentite di appartenere ad un panorama musicale preciso oppure pensate che sia inutile? Secondo voi è necessario catalogare i generi e i movimenti, quando ognuno in musica esprime forme musicali personali e magari ha anche difficoltà a ricercare la propria identità?


Afraid!: Dal punto di vista musicale non ci sentiamo appartenere ad alcun panorama, penso sia inutile se non nocivo e forviante, sentirsi parte di un gruppo i cui requisiti d'accesso siano delle (pre)determinate coordinate musicali.
Di conseguenza ritengo che non abbia molto senso attribuire i generi musicali, se non per praticità nell'ascolto, nella ricerca e nel quotidiano discutere.
Diverso discorso, invece, farei per quello che tu definisci "movimenti", se non ci sentiamo di (dover) appartenere ad alcuna "scena" musicale che risponda a dei canoni estetici e musicali, appunto, riteniamo sia più sensato contribuire ad una messa in condivisione delle modalità e delle finalità di una certa visione del fare e vivere la musica.
Porrei l'accento, quindi, non tanto sulla musica in sè, quanto sull'attitudine che genera, come conseguenza, la musica e le situazioni che si vengono a creare attorno a questa e in funzione di questa, ma non solo.
Ci sentiamo, quindi, molto più affini a gruppi che condividono un'attitudine ed un certo modo di vivere e fare le cose, ma con i quali, magari, apparentemente abbiamo ben poco in comune dal punto di vista dell'estetica musicale rispetto a gruppi che assolutizzano come feticcio la componente musicale e di catalogazione rispetto a tutto il resto.
Purtroppo mi rendo conto, come spesso le due cose vengano confuse fra loro e sostituite l'una l'altra in maniera automatica e scontata.


komakino/massimo: Nella vostra musica riuscite ad approdare in maniera molto fluida e consapevole in territori musicali opposti (hardcore, dance punk, rock 'n roll). Questa scelta è giustificata da qualche esigenza particolare? C'è un concetto che sentite la necessità di esprimere oppure è solo il risultato inconsapevole delle vostre menti musicali?


Afraid!: Crediamo che probabilmente sia la naturale influenza del contesto al quale siamo sottoposti e degli ascolti che affrontiamo in un determinato momento; ascolti che non vogliamo certo confinare in una nicchia che, oltretutto, spesso scade di qualità.
L'esigenza particolare di cui ci chiedi forse è la stessa che porta a fare un passo in più in avanti per evitare di cristallizarsi e "specializzarsi" nel mantenimento di clichè compositivi, i fotogrammi di cui si accennava all'inizio, ma mi ricollegherei anche a ciò che si è appena detto riguardo al "panorama musicale"...


komakino/massimo: Sarete sicuramente al corrente dello snobbismo che spesso contraddistingue alcune hardcore bands italiane e non nei riguardi della musica EMO/SCREAMO. Come giudicate questo atteggiamento? Ritenete giusto "sparare a zero" su un fenomeno cosí complesso e multiforme?


Afraid! (by Leonardo Rizzini)


Afraid!: Non riteniamo giusto sparare a zero, ma dubito che la musica EMO/SCREAMO possa coincidere con esattezza alla definizione di "fenomeno complesso e ultiforme", pur lasciando fuori gli ultimi orrori che derivano da tale"parola" (più che genere).
Anche in questo caso possiamo vedere la cosa come un punto di partenza per avvicinarsi ad un'attitudine costruttiva, un passagio che permette di arrivare ad approdare su diversi sviluppi musicali, o come un modo di ricalcare gli stilemmi di una sofferenza interiore posticcia che si è scelto di esprimere in maniera solo esteticamente diversa rispetto al riportare le frasi di Jim Morrison sul diario del liceo.


komakino/p.: come vanno le registrazioni del nuovo album? Che studio/mezzi avete a disposizione?


Afraid!: Abbiamo ipotizzato di registrare il nostro primo full lenght vero e proprio tra dicembre 2007 e gennaio 2008.
Ora come ora stiamo andando avanti, con i nostri interminabili tempi, con la stesura dei pezzi nuovi.
Fino ad ora, infatti, hanno visto la luce solo un ep con sei canzoni [interamente scaricabile gratuitamente qui, ndk], uno split con gli amici A Flower Kollapsed contenente due canzoni a gruppo e questo recente 7" con 3 pezzi.
Sentiamo l'esigenza di una registrazione a più ampio respiro per decretare anche un certo grado di consapevolezza (musicale) da parte del gruppo.
Il nostro progetto è di andare a registrare questo lavoro (quando lo avremo pronto...) da Icio dell'Hate Studio in provincia di Vicenza, dove abbiamo sempre registrato e prodotto le nostre cose e dove consigliamo di andare a chiunque voglia entrare in studio.


komakino/p.: tanto per farmi gli affari Vostri, - oltre gli Afraid!, chi siete? cosa fate nella 'vita quotidiana'?


Afraid!


Afraid!: Siamo cinque hawaiki che abitano a Verona ed in provincia di Vicenza.
Scendendo nello specifico Tommaso si è appena laureato all'Accademia delle Belle Arti in quel di Bologna, suona il basso negli Hell Demonio, la tastiera e il microfono negli Afraid!, da grande vuole fare il pilota di formula uno o l'illustratore, si sta applicando sopratutto in questa direzione e i suoi lavori possono essere consultati a questo indirizzo della rete.
Porte e finestre, blu.
Andrea, in erasmus da una vita, suona la chitarra negli Hell Demonio e il basso con gli Afraid!, si interessa di restauro di recupero di reperti cinematografici ed a questo proposito è impegnato da un Master che gli hanno dato in omaggio con un set di pentole oltre che al DAMS cinema, dove studiava anche il suo omonimo Pazienza.
Nel tempo libero posa per dei nudi fotografici e gli piace andare al bar.
Il suo segno zodiacale è il sagittario ed è entrato negli Afraid! durante il suo erasmus in sala prove.
Francesco suona una chitarra negli Afraid!, ha terminato un Master intitolato "Fenomeni Migratori e Trasformazioni Sociali" a Venezia, vorrebbe portare avanti dei progetti in tema di immigrazione, l'ambito nel quale vorrebbe andare ad operare e si inerpica ingrossando le fila dell'esercito industriale di riserva costituito anche dai lavoratori precari.
Ama viaggiare e fare cose, il suo colore preferito è in random.
Enrico suona la chitarra e un po' canta la voce.
Sta portando a termine una laurea specialistica sull'Intercultura e la Cittadinanza Sociale. E' una promessa mancata del tennis. Ha conosciuto Andrea al bar (vedi sopra). Da grande vuole fare l'astronauta o il tennista.
Matteo è l'ultimo arrivato nel gruppo.
Il nostro vecchio batterista si è trasferito in Giappone ed è stato molto difficile trovare un sotituto che avesse lo stesso nome, ma dopo un tentativo ce l'abbiamo fatta. Si interessa di pubblicità e skatea molto bene. Peccato che abbiamo 9 dita alla mano destra.


komakino/p.: ascoltate mai la radio, l'avete mai accesa pensando 'chissà se passeranno un nostro pezzo..'? se la risposta è no.. cosa 'deve cambiare' affinchè accendendo la radio ci sia questa speranza?


Afraid!: Credo di poter dire che non ascoltiamo molto la radio.
Un po' perchè la radio, però, ha ormai perso la sua funzione di far conoscere alla gente nuove proposte musicali, dato che ciò avviene in maniera molto più comoda via internet, un po' perchè se si vuole ascoltare un gruppo è più bello ascoltarne l'intero cd, magari scaricato gratuitamente dalla rete appunto (pratica che sosteniamo al 100% per le nostre canzoni e per le canzoni di qualsiasi altro gruppo).
Io personalmente credo, inoltre, che, corentemente con il processo di anestetizzamento indispensabile al mantenimento di questo sistema socio-economico, anche la radio sia ormai satura di spazzatura.
Probabilmente, però, rispetto ad altri canali, quali ad esempio la televisione, (r)esistono molti più spazi per programmi di qualità, ma credo che questi non siano da cercarsi all'interno della normale programmazione musicale (pur esistendo in questa molte proposte interessanti, ma siamo sempre all'interno di una nicchia di programmi...).
Probabilmente, infatti, è molto più probabile trovare in radio, questo mezzo di comunicazione altamente snobbato, interessanti proposte quali programmi di una certa qualità, radiodrammi, approfondimenti, momenti dedicati.
Ci è capitato qualche volta di essere intervistati da qualche programma radio o di avere nostre canzoni che sono state mandate via radio, è divertente.


komakino/p.: ho scoperto solo recentemente dei Vostri legami con Hell Demonio e The Death of Anna Karina, più che il Vostro vecchio batterista è trapiantato in Giappone.. quindi mi viene da chiederVi un pò dell'evoluzione della storia degli Afraid!, - quali sono le radici, e magari i punti 'salienti' della Vostra storia insieme?


Afraid!


Afraid!: La storia degli Afraid! è una storia un po' travagliata sin dai tempi in cui non avevamo addottato il punto esclamativo...
Ci siamo formati circa cinque anni fa e subito abbiamo avuto una battuta d'arresto o di rallentamento a causa dell'erasmus di uno di noi, subito succeduta da un'altra lunga pausa a causa di un problema al posto di colui che allora era il nostro batterista ora trapiantato in Giappone, appunto (il nostro vecchio batterista non il polso...)
Dopo queste prime difficoltà iniziali durate un paio di anni siamo riusciti a registrare sei canzoni che hanno preso forma nel nostro primo ep, con una copertina rossa illustrata dall'amico Erica il Cane, che ci siamo totalmente autoprodotti e che, forse per il prezzo molto basso al quale lo abbiamo proposto, è andato completamente esaurito.
L'uscita di questo nostro primo disco ci ha permesso di iniziare.


komakino/p.: ho visto che in italia ci sono diversi festival indie, e se non sbaglio a qualcuno di questi parteciperete, - qual è lo spirito con cui si partecipa a queste inziative?


Afraid!: lo spirito degli alberi o dei sacri buoi. abbiamo un amico che viene chiamato "l'uomo bue", perché ha gli zoccoli al posto delle mani


komakino/p.: myspace nel suo voyeurismo è ciò che mancava (specie in italia) per creare una 'scena' o almeno un seguito, là dove non c'era prima comunicazione e/o interesse a spargere il verbo?


Afraid!: Ad oggi credo che Myspace abbia avuto un ruolo importante nell'ampliare (forse a dismisura) un certo tipo di genere musicale. Non credo che abbia stravolto in maniera negativa quei presupposti che potevano essere una delle peculiarità di tale genere; tuttavia, la mancanza di misura sta nella faciloneria e nella superficialità di approccio (sempre se sosteniamo la possibilità di un rapporto stretto tra musica e consapevolezze etiche) che un metodo di comunicazione cosí immediato potrebbe incentivare, ma questo tutto sommato lo fa da tempo anche Mtv. Ora la visibilità di un gruppo su myspace è decisamente quadruplicata.


komakino/p.: ultima questione: gli Afraid! faranno mai una romantica ballad d'amore? La Vostra Musica è più vicina alla vita o alla morte? 


Afraid!: Le canzoni degli Afraid! sono da considerarsi tutte romantiche ballad d'amore molto vicine alla vita ed al retifismo.

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intervista fatta nel giugno 2007, by email.
info & mp3s [b/w foto by Leonardo Rizzini, - quelle a colori by ?, sempre prese da]: www.superafraid.it - myspace.com/terwilliker
email: get_afraid@yahoo.it
label: holidays rec

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