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A Factory Night (once again)

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feat. The Names, Section 25, Crispy Ambulance, Kevin Hewick, + photo exhibitions: Philippe Carly, Katja Ruge and Red Zebra's Joy Division collection - in Belgium, Bruxelles, 16 decembre 2007, 22€.

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A Factory Night

Kevin Hewick:
A Factory Night - Kevin Hewick


Crispy Ambulance:
A Factory Night - Crispy AmbulanceA Factory Night - Crispy AmbulanceA Factory Night - Crispy AmbulanceA Factory Night - Crispy AmbulanceA Factory Night - Crispy Ambulance

The Names
A Factory Night - The NamesA Factory Night - The NamesA Factory Night - The NamesA Factory Night - The NamesA Factory Night - The Names

Section 25
A Factory Night - Section 25A Factory Night - Section 25A Factory Night - Section 25A Factory Night - Section 25A Factory Night - Section 25

From Katja Ruge's photo book dedicated to Ian Curtis
A Factory Night - Katja Ruge photobookA Factory Night - Katja Ruge photobookA Factory Night - Katja Ruge photobook

Portraits by Philippe Carly
A Factory Night - Philippe CarlyA Factory Night - Philippe Carly / Xmal DeutschlandA Factory Night - Philippe CarlyA Factory Night - Philippe Carly / Marc Deprez

Red Zebra's Joy Division collection
A Factory Night - JD discographyA Factory Night - JD discographyA Factory Night - Factory collectionA Factory Night - JD discography
A Factory Night - JD discographyA Factory Night - JD discographyA Factory Night - JD discography

Io e gentil pulzella di nuovo a Bruxelles, arriviamo à la Raffinerie, - una volta meglio conosciuta come Plan K, in rue de Manchester, sono quasi le 19.30, e mi viene da sorridere pensando che appunto da Manchester, nel 1977, era cominciato tutto con i Joy Division, i veri festeggiati assenti, giustificati o meno.
Ok, era proprio in questo Plan K che le Band del circuito Factory venivano a suonare una volta a Bruxelles tra il '79 e l'82, chissà se la location era stata scelta per l'indirizzo, - una sorta di teletrasporto.
Cmq, c'è una bella fila per entrare, tutta gente vestita - guarda caso - di nero, età variabile tra i 20 e i 50enni che hanno rispolverato la giacca di pelle nera, - una lunga fila che si traduce in un'ottima scusa per andare a cenare con patatine fritte, des frites à porter;- il piatto nazionale belga è patatine e cozze, - lo trovi pure sulle cartoline, nel caso non lo sapeste, - e birra, naturellement, birre che non hanno niente a che vedere con la nostrana but sudafricana peroni, e patatine fritte come macdonald non riuscirà mai a capirne la regola - quasi una cerimonia del té se trovate chi le sa salare con dovizia ed esegue la doppia cottura [consiglio la friterie number 1, se Vi capita, in centro, oddio la rue non me La ricordo.. ma se Vi dovesse interessare posso sbattermi per ricordarla.. mah].
Tornato al locale, la fila corre lungo una serie di teche dove c'è una sorta di tesoro ecclesiastico di s. pietro, ovvero una ricca e orgasmica collezione di dischi, ritagli, tshirt accumulati nel tempo da una (pare) storica punk band belga, i Red Zebra - tanto di cappello alla perseveranza..
Consegnando il biglietto al banchetto, un tizio sorridente ne strappa accuratamente il cedolino (immagino sapesse che se il taglio veniva male rischiava la morte per mano di qualche feticista) e mi danno uno stretto braccialetto adesivo di carta che sarà l'equivalente di un timbro per uscire e rientrare nel locale: direi che più tardi ce ne sarà più volte bisogno, - l'ossigeno diventa sempre più consumato, - e a Bruxelles mi sa che non c'è la legge antifumo nei locali, anzi, - ho fumato - da non fumatore quale sono - gratis come non mai, mercie à tout le monde cancéreux..
Vendono i poster e tshirt dell'evento a 15€, non mi pare francamente il caso, invece l'alternativa birra / succo d'arancia ha prezzi sociali da 2 euro a bicchiere, ma i furbetti dell'organizzazione hanno pensato bene di far cambiare i soldi in una sorte di fiches (leggetelo alla francese, pervertiti), di colore nero, bien sure, in modo che per non dover fare ogni volta la doppia fila cassa e bar) fai subito un investimento di 6€ per tre consumazioni, - almeno noi venuti da lontano..
Intanto gira dell'ottima musica a tono new-wave, su uno schermo gigante ci sono proiettati muti live di JD & Co., - Kevin Hewick invece ha appena finito il suo set acustico, e sinceramente mi è parso un pò una presenza da palco per fare numero, il pubblico era piuttosto distratto, io pure dopo un paio di minuti, e cmq non ero lí per Lui, ma per quei The Names che mai avrei pensato di poter un giorno vedere dal vivo.
Dei Joy Division o che si voglia dei membri dei New Order non c'era traccia, - ce ne sarebbe stata più tardi una, nella persona di Peter Hook che avrebbe curato un paio di dj set tra mezzanotte e le 2am, - oddio, forse un pò una marchetta, un pò come quando sui manifesti che pubblicizzano il veglione di capodanno ci leggi sarà presente lando fiorini, che magari sarà presente e basta se hai culo. - Io sinceramente questo non lo so, - me ne sono andato sul finale del set dei Section 25 perchè stavo schiattando dal caldo, dalle sigarette e dal sonno di una giornata cominciata troppo presto per prendere l'aereo.
Cmq mi sono fatto un largo giro in una stanza, - piena di fotografie, una bella manciata di ritratti scattati da Philippe Carly ('azzo com'era figa la cantante delle Xmal Deutschland, Anja Huwe) ed estratti dal libro fotografico dedicato a Ian Curtis by Katja Ruge ('In Seach of..'), tra cui uno dove ci ho messo 10 min per capire la calligrafia di Martin Hannett che diceva laconico the best band in pop.
Tocca poi ai Crispy Ambulance a salire su palco, interrompono addirittura il crescendo di Bela Lugosi's Dead, con lo storcere del naso di molti, e il disappunto e imbarazzo dello stesso cantante Alan Hempsall.. - Della band, sono tutti in evidente sovrappeso.. ddio, gli anni passano per tutti, questo doveva essere il titolo della serata, e di sicuro mr. Hempsall non s'era messo a dieta per l'evento, - la sua pancia alcolica da 50enne esce fuori confine, - e quando poi si toglie la giacca, l'ascella pezzata mette a prova la sua classe inglese. - Cmq tanto di riguardo alla grinta, - all'inizio sembravano un pò tutti e quattro imbarazzati, poi si sono sciolti un pò, e sono convinto che si siano sentiti tornati indietro nel tempo quando hanno brillato su Deaf, evidentemente un Loro cavallo di battaglia.
Io devo fare un appunto all'amplificatore della chitarra usato, da tutti i gruppi: era un atroce Hughes & Kettner Attax 100w da 250€, - come se avessero preso la prima schifezza in prestito da una saletta prove!!! Non capisco! Almeno un minimo di sforzo per riprodurre il sound originale di quegli anni.. ho anche delle riserve sul multieffetto digitale usato dal chitarrista dei Crispy Ambulance.. ok, fine lamenti.
In ogni modo ho visto diversa gente cantare in sing-along quelle canzoni che non avevo mai sentito in vita mia.. mea culpa.. riascoltando le versioni originali, c'è un aria new-wave d'oltremanica cui non posso che fare cappello.
Il pubblico è internazionale! Infatti sento vicino a me dire 'ma guarda te se sta bella chioma me se doveva proprio mette davanti, come voglio vede come le faccio e foto': mi viene in mente Alberto Sordi in Crimen quando in treno prendendo le distanza da Nino Manfredi e signora dice 'e non viaggiate!'.
In effetti gli italiani tra il pubblico si riconosco subito: sono i più coatti e darkettoni (quindi non gotici, ma barocchi, come mi piace distinguere), e su ogni canzone che passano devono far vedere che conoscono a memoria le parole. Ok, non tutti siamo cosí.. però però..
Finalmente arrivano i Names (per un pò di storia, Vi rimando a myspace/thenamesfac o qui), - io che prima ero sotto il palco, vengo relegato nelle retrovie come contropartita per l'esser uscito 5 min a respirare e poi a cercare da bere.
E' difficile anche muoversi, rimango dietro una colonna e una coltre di persone in nero, - intanto vedo Michel Smordynia (leader The Names) raggiungere su palco gli altri - indossa una lunga giacca di pelle nera, ha ancora la sua espressione mezza strafottente, qlc capello in meno, ora bizzolato, ed ha una discreta padronanza della situazione - purtroppo non suona il basso, - ruolo lasciato ad un tizio più giovane che suona uno di quei bassi osceni con la parte dell'accordatura tagliata di netto sul primo ponticello.. come si chiama?, beh, osceno pour moi, come tenere la chitarra sotto l'ascella. Alla tastiera c'è ancora Christophe Den Tandt, che ora come figura potrebbe essere scambiato per il portiere di casa Vostra, camicia di flanella romboidale, canutissimo, occhialetti sul naso, - insomma dall'insospettabile passato musicale.. - azzarola se n'è passato di tempo sulla sua pelle, - però suona i pezzi senza sbagliare una virgola, - come anche il chitarrista Marc Deprez, che somiglia ad un occhialuto Elliot Gould nella sua stazza. Il batterista non sono riuscito a vederlo.. - Quando suonano Calcutta mi vengono i brividi, ok, su Nightshift mi stavo un pò schiaffeggiando per combattere gli sbadigli, ma è la traccia che salto anche su cd, invece hanno continuato a brillare su I Wish I Could Speak Your Language, The Fire, Discovery, insomma, hanno ancora la verve.
Ho aspettato come un bambino buono che suonassero il mio pezzo preferito, Cat, ma non l'hanno fatto!!! Come ci sono rimasto male!! Non sono nemmeno tornati su palco per un bis, - più tardi mi sono visto passare accanto Michel che accompagnava fuori i due figli, entrambi sotto i 10 anni, - allora l'ho visto come un padre.
Guardandomi meglio attorno noto che diversi teenager degli anni 80 si sono portati i figli a questo concerto.. che bravi genitori..
I Section 25 sono riuscito a seguirli sino al quarto pezzo, poi ero uno straccio. - Il primo singolo Loro uscito nel 1978, Girls Don't Count, era stato coprodotto da Ian Curtis. - Il cantante Larry Cassidy, anche Lui lascia il basso ad una nuova leva dal 2001, il barbuto Roger Wikeley, che si destreggia con potenza su linee tortuose new-wave, - ma la cosa che mi lascia un pò stranito è che Larry i testi non se li ricorda, e se li deve leggere su un foglio.. mi è sembrato un pò karaoke.. che dire.. Ian Butterworth (fu Tunnelvision, altra chicca Factory) si vede che ha maturato un'esperienza di quasi 30 anni alla chitarra. - Diversi pezzi da Always Now, se ricordo bene, mi hanno fatto pensare un pò a Public Image Ltd., ma chiaramente con uno spirito punk diverso, e soprattutto messo a dura prova dalle rughe, ma tanto di cappello all'attitudine cristo.. non so, questo revival mi ha messo un pò di tristezza, intesa come malinconia, ddddio mio invecchieremo e moriremo tutti, e campare di sola Musica - okay, è sempre stato chiaro - è praticamente impossibile, e una scena come quella della Factory non so se stia meglio sopra o sottoterra, cmq è nella memoria e nel mio stereo, - ok, io nel 78 nemmeno ero capace di tenere il ciuccio, che c'entra, ma da quando ho visto la luce a 14 anni ho battezzato la mia parentesi da ascoltatore goth boy con quei dischi..

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