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Glenn Branca

Hallucination City - Beh, quasi Glenn Branca.

https://www.inkoma.com/k/483

@ auditorium parco della musica, Roma, ingresso 12€.

 | pall youhideme
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A ripensarci, secondo me il caro Glenn la scorsa sera s'è fatto un pò due co.. della madonna.
Ma partiamo dall'inizio: Hallucination City, sinfonia n. 13, - certo, sinfonia è tutto dire, immagino che Ludwig avrebbe di che storcere il naso, - in ogni modo Glenn Branca era Lui a fare l'aeroplanino col cucchiaio pieno di noise a Thurston e Lee nell'81 o giù di lí (vabbè che non erano proprio più ragazzini..) con le sue guitar orchestras, e se mi è permesso, direi che le 4 suite di Hallucination City sono un pò come una versione strumentale di Evol dei Sonic Youth, ma più dilagante nella cacofonia, cacofonia alimentata da 100 chitarre, o meglio, 80 chitarre elettriche, 20 bassi elettrici, e una solabatteria. - E cosí era promesso dal programma, Glenn Branca direttore, insieme a John Myers (fu già chitarrista nei Rat At Rat R, band della cugina di Glenn (definiti da Lui stesso 'i fugazi prima di essere i fugazi')), e Virgil Moorefield alle percussioni (non esattamente un novellino..).

Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008
Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008
Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008
Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008
Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008
Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008
Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008
Glenn Branca - Hallucination City - Rome 2008

Sí, chiaramente tutte queste cose me le sono andate a cercare su internet, figurateVi, anzi, ad un certo punto al caro Massimetto che era seduto accanto a me, durante il primo movimento di Hallucination City gli ho fatto 'oh guarda, c'è un pazzo che sta in mezzo all'orchestra in piedi, immobile, quello lí, di mezza età, con lo zaino sulle spalle, ma che fa?' - Risposta: 'Ma quello E' Glenn Branca'.
- Ah.
Ma quindi non dirige lui? - No. - Boh, ogni tanto si faceva un giro lungo il perimetro del palco, poi scompariva dietro una porta, - ma insomma che ruolo ha avuto la scorsa sera? Faceva solo presenza? Nemmeno s'è tolto la giacca. Ogni tanto compariva tipo fantasma / eminenza grigia, ma senza dirigere alcunchè. - E ricompare solo a fine quarto movimento per schivare le strette di mano, abbracciare Moorefield e Myers, per infine inchinarsi davanti ai ragazzi dell'orchestra ringraziandoli [vedi ultima foto dove pare che ci sta per sparere una loffa, quella sí cagofonica (pardon)].
Quindi: boh?
Aggiungo, - a me è parso che ier sera non fossero 80 chitarre, ma una 60ina, e 15 bassi (mi sbaglio? fatemi sapere), - non che io sia un mostro in matematica.. .
Un pò sentitomi coglionato, cmq devo dire che l'orchestra multietnica, multietà, multiampli (si passava da fender deville vintage a bruttissimi peavy), ha saputo cavalcare l'onda, che nella botta dell'inizio del secondo movimento ha fatto saltare qualche pulzella dalla sedia. Una serie di crescendo sinistri, dove le sfasature delle chitarre creavano uno strano effetto chorus naturale tagliente e tenebroso, un vero trip, - chissà se è piaciuto ai vari genitori in sala che erano lí perchè i figli erano su palco: - per tre quarti d'ora anche i metallari con zazzera e canotta nera senza maniche sono stati nella no-wave più rumoristica, anche se nel finale alcuni di questi figuri non si sono trattenuti dal fare il saluto dei lupetti metal (le corna a tre dita..)
Poi sí, davano i tappi per le orecchie all'entrata, quei cosi di pongo e fuffa rosa, e poi plettri free griffati m.i.t. (preso uno per avidità, ma non penso lo userò mai..) - ovvero gli organizzatori della serata.
E pensare che nel 1978 il caro Glenn, era il tizio cui non avresti mai prestato una chitarra..

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