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Ornaments

la condanna poteva essere molto più severa

https://www.inkoma.com/k/4540


 | federico immigrato e rifugiato
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Proprio nell'Aprile di trentanove anni fa, un concerto di Francesco De Gregori al Palalido di Milano fu ripetutamente volte interrotto da alcuni esponenti dei collettivi politici studenteschi
Alla fine dell'esibizione il cantautore fu addirittura richiamato sul palco per un processo del popolo, pena la distruzione di tutta l'apparecchiatura. Detto che per noi, viste come sono andate le cose, la condanna poteva essere molto più severa, oggi una cosa del genere non potrebbe mai accadere, specie agli Ornaments
Primo di tutto perchè la loro strumentazione mette davvero paura e fa davvero cagare sotto dal dolore. 
Chi non li ha visti dal vivo di supporto a DeftonesUnsaneNapalm Death e Pelican potrà presto apprezzare il loro post-core apocalittico e strumentale in occasione del tour promozionale del nuovo split con gli Zeus!
Oggi, mentre scrivo, esce pure la compilation di Viscere di cui sono gli apripista con Perpetual Motion.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere. 





Federico Immigrato e Rifugiato: Ciao a tutti e grazie intanto per la disponibilità. Dunque, è imminente la pubblicazione del nuovo split, è tutto pronto? Come avete scelto il gruppo con cui dividete quest' uscita?
Ale: ciao Federico grazie a voi.
Beh direi proprio di sí. I vinili sono in stampa, la copertina che è pazzesca anche. L'abbiamo affidata all'infallibile Luca Zampriolo aka Kallamity. Rossana di Pittbellula insieme a Tannen Records ha lanciato il comunicato scritto da Stefano Pifferi. Direi che i riferimenti te li ho dati tutti…
Abbiamo condiviso il palco con gli Zeus! Alcune volte durante i rispettivi tour (noi su Pneumologic loro su Opera). Sono musicisti incredibili dei quali abbiamo enorme stima, hanno un approccio alla composizione praticamente opposto agli Ornaments, sono persone piacevoli e genuine… Con questi presupposti non potevamo non chiedere a loro di fare uno split.
L'idea è stata quella di mescolare idealmente le carte in tavola ognuno a casa dell'altro, influenzarci a vicenda...
Metamorfosi… Metamorphosplit!



 
Federico Immigrato e Rifugiato:  Abbiamo letto che il vostro nome è anche un omaggio ai Rorschach. Ne parlavamo pochi giorni fa in sede di recensione ai Si non sedes is.  Avete mai mandato il promo alla Gern Blandsten? A parte gli scherzi, avete mai fatto un listone delle etichette a cui mandare il demo?

Dav: Siamo piuttosto deboli per quanto riguarda il versante dell'autopromozione, e nello specifico nell'ambito delle relazioni con le etichette estere. Attualmente, purtroppo, non esistono delle vere e proprie edizioni estere delle nostre uscite discografiche. Dubito fortemente che il nostro nome sia particolarmente diffuso oltralpe, persino tra le nicchie dei cultori più accaniti del post-metal. Nel prossimo futuro ci ripromettiamo di lavorare maggiormente in quella direzione, anche perché è evidente che in Italia non esiste ancora un pubblico ampio ricettivo verso una proposta musicale come la nostra.


Federico Immigrato e Rifugiato:  La grafica di Pneumologic, i riferimenti nel disco a Galeno e Agamben più l'idea immanente di suono che si confronta con il peso delle proprie radici sembrano elementi di un concept che metterebbe in discussione non il passato, ma quello che siamo diventati attraverso esso. Continuate questo discorso con i nuovi pezzi?

Ale: Penso che il presente sia una somma in evoluzione continua istante per istante. È difficile pensare alla musica, o almeno alla nostra musica, senza legarla al passato alle esperienze. Quando metti in gioco un lato emotivo all'interno di un'espressione “artistica”, essa stessa diventa assolutamente vincolata all'individuo o agli individui che vi partecipano.
Il discorso che stiamo provando a intraprendere mentre componiamo è quello di mitigare questo approccio romantico-viscerale, facendo riferimento ad atmosfere più fredde e taglienti.
È un nuovo esperimento, non so dove porterà, siamo solo all'inizio.


Federico Immigrato e Rifugiato: Per un lungo periodo siete riusciti a far coesistere il vostro coinvolgimento in questa band e in altre impegnative come i The Death of Anna Karina. Si può fare? Quali erano le cose che non riuscivate a esprimere con quella band?


Dav: Quando i Tdoak erano attivi a pieno regime non è stato effettivamente facile conciliare gli impegni musicali con le tempistiche imposte dalle incombenze del lavoro e dalla vita privata. Certo, in teoria si può fare quasi tutto con il giusto grado di intenzionalità di fondo. In pratica gestire due o più gruppi può diventare estremamente dispersivo, faticoso ed usurante.


Federico Immigrato e Rifugiato: Non vi vediamo spesso a Roma. C'è qualche motivo?

Ale: no direi nessuno. Anzi penso che ognuno di noi tornerebbe a Roma volentieri a suonare. Vero è che le ultime date romane non sono state il massimo in termini di affluenza, e le nostre sortite in capitale dipendono da quanto i locali ci vogliono o ci richiedono. Gli Ornaments amano Roma ma non sono ricambiati e cosí fanno musica triste fredda e tagliente insomma direi…Eheh..
 
Federico Immigrato e Rifugiato: Avete suonato con DeftonesUnsane, e Pelican. Quando farete un documentario su tutto questo? Soprattutto, com'è Spencer alla luce del sole? Mangia?


Dav: Siamo un gruppo con una storia complessa e pluriennale alle spalle: il nostro percorso ha incrociato in maniera più o meno tangenziale quello di altre formazioni che in seguito si sono affermate mentre in altri casi sono semplicemente cadute nel dimenticatoio. Se accenni alla moda corrente di documentare il percorso di gruppi minori per rilanciarne la visibilità attraverso un'operazione di recupero nostalgico o retro-maniacale: non credo faccia al nostro caso. Mancano i requisiti, anzi le precondizioni nel nostro caso. E poi sinceramente mi sembra un'operazione biecamente commerciale. 
Il cantante degli Unsane l'ho visto solo da lontano: non so se mangi… Sicuramente beve ;) Grandi pestoni, comunque, gli Unsane


Federico Immigrato e Rifugiato: Poniamo caso che rientrate nel calderone del circuito indie. Anche se la vostra proposta  meriterebbe dei distinguo.  Non pensate che da più di quindici anni manchino al sistema italiano dei personaggi di riferimento? Per dirti, negli anni '90 c'erano Ferretti e Pelù. Visto la fine che hanno fatto, meglio cosí?

Ale:  intendi Ferretti che vota Lega e Pelù che fa X-factor con la pupilla dilatata? Per sistema italiano cosa intendi? Ok non sto rispondendo …
Penso tu stia tralasciando di prendere in considerazioni personaggi tutt'altro che sconosciuti ai giovani indie-rockerz e che continuano a scorazzare sui palchi della penisola.
Mancano personalità, i personaggi ci sono eccome!


Federico Immigrato e Rifugiato: Siete nel mezzo tra hardcore e un certo tipo di metal. Il ricambio che c'è stato negli ultimi quindici anni è stato straripante per certi versi e un po' stitico per altri. Pensate che ci si diverte più ora che quando avete iniziato?

Dav: Sicuramente l'approccio ed il modo di suonare delle band è cambiato moltissimo in questi anni. Tanto per cominciare, quando abbiamo cominciato con il progetto Ornaments non v'erano praticamente band strumentali, pesanti, in circolazione. Adesso questo genere è ampiamente diffuso e praticato, anche se spesso in chiave derivativa. Sono emerse svariate band che hanno raggiunto un ottimo livello di preparazione. Anzi, è evidente che la cura e la qualità del suono è aumentata esponenzialmente. C'è molto più know-how tecnico di prima. Come al solito direi che è il fattore Internet ad aver cambiato le carte in tavola: rispetto al passato è più facile studiare come ottenere un certo tipo di suono o impadronirsi di determinate soluzioni. Ciò non toglie che senza un'idea forte, senza un'attitudine abbinata ad una chiara visione di fondo, la musica il più delle volte rimane poco più d'una perfetta esecuzione tecnica priva d'un anima. 


Federico Immigrato e Rifugiato: Teardo, il tipo dei Meathead che ora fa colonne sonore, tempo fa si lamentava del fatto che ai cortei sono quindici anni, forse più, che i megafoni delle camionette mandano sempre le stesse canzoni.  Curre Curre guagliò, per intenderci. E' tutto fermo anche nella musica perché, nel mainstream almeno, si vuole inconsciamente far parte della famiglia?


Ale:  se come “far parte della famiglia” intendi un atteggiamento che fomenta il sentimento nazionale popolare, beh sulla musica questo approccio mi sembra piuttosto evidente da dieci anni a questa parte, ma anche più.
Molte persone intendono “far serata” a un concerto in modo poco differente dal “far serata” in un pub o in una discoteca. Vogliono cantare, ballare.
Il modo più easy per riempire “la pista” è puntare sui grandi classici (cit. Claudio Cecchetto 1982, non è vero).
 
Federico Immigrato e Rifugiato: Ora si sta diffondendo Musicraiser. Molte band offrono il listino con la possibilità di suonare con loro in saletta. Voi avete mai aperto le vostre session?


Dav: Non sapevo della possibilità delle prove a pagamento: sinceramente. Mi sembra una stronzata! Per quanto riguarda il fund-raising, invece, mi sembra un'opzione accettabile. Personalmente preferisco il modo di muoversi “vecchia scuola” in cui il gruppo raccoglie i fondi tramite i concerti e poi l'etichetta cofinanzia il disco… 


Federico Immigrato e Rifugiato: Qual'è l'ultimo libro che avete letto prima di entrare in studio?


Dav: Leggo molte cose: poche pagine per volte e molto a pezzi. Ora come ora non ricordo sinceramente quello che ho letto prima di entrare in studio. Ultimamente sto leggendo 54 dei Wu Ming, un saggio di Cavalletti sulla “suggestione”, delle poesie di Larkin e di Ivano Ferrari, un saggio di Guido Crainz, riviste varie, ed altra roba ancora… 

Ale: beh i miei libri di preparazione allo studio sono stati… La morte Felice di Albert Camus e Solo di August Strindberg.. propedeutici appunto… eheh..
Ora sto leggendo a spizzichi e bocconi cose che avevo tralasciato di Fante (“A ovest di roma” e di Fenoglio, gli “Appunti Partigiani” e un po' di altre cose..)… la loro distanza reciproca mi aiuta nella scelta…


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Aprile 2015

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