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Go!Zilla

European tour

https://www.inkoma.com/k/4386

26-31 May 2014

 | freddie koratella
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[in english, here]

Quelli che vi sto per raccontare sono sei giorni di viaggio tra Svizzera, Germania e Francia vissuti insieme ai Go!Zilla. Di strada ne abbiamo fatta parecchia stipati in un Doblò carico fino all'inverosimile in cui ampli, chitarre, borse e batteria si incastrano nel portabagagli come neanche il miglior giocatore di tetris avrebbe saputo fare. Sei città in sei giorni. Un cammino in cui di norma si è dormito poco e viaggiato tanto. Una media di quasi 500 km al giorno; che tutte le volte ci hanno portato a vivere situazioni cosí veloci ed intense che ti rimangono addosso per giorni interi. La vita on the road è come l'amore con certe donne; tanto affascinante quanto difficile. Forse il bello è stato proprio questo. 



Lunedi 26 Maggio
Da Firenze si parte relativamente presto. Gli appuntamenti slittano e caricato il Doblò prendiamo la strada per il Nord verso le 12.30. Varcate le Alpi mi immergo con lo sguardo e con la mente in paesaggi da pelle d'oca; negli immensi specchi d'acqua si riflettono anche gli sgomenti di certi periodi. Quando tutto finisce e ci si mette un po' ad ingranare la marcia giusta. Arriviamo a destinazione poco prima delle 20.30. Ad aprirci le porte del Boschbar è Arthur il promoter della serata. Il posto è una sala spartana lungo le rive del Limmat, con un terrazzino che affaccia direttamente sul fiume; dopo un veloce line-check ci rilassiamo sfruttando il free drink che ci è stato riservato per la serata. Non chiedo di meglio. A mettermi ancora più a mio agio l'arrivo di Tongue Tied Twin con cui si parla del prossimo “Festival di Invasione Monobanda”. Giunge finalmente anche il momento di fare quello per cui si è arrivati fin qui. Suonare. Nell'attimo in cui i Go!Zilla cominciano c'è già un discreto numero di persone; crescerà in maniera costante. Io mi godo lo spettacolo. Ammirando il tutto, da dietro il banco del merch, intuisco che in questi sei giorni ne vedrò delle belle. Il live del trio toscano infuoca l'ambiente e il pubblico ha voglia di iniziare la settimana nel migliori dei modi; divertendosi. Finito lo show anche io ho il mio bel da fare; la gente ha apprezzato e compra. Le selezioni fino all'alba di Le Mueck finiscono per rendere questo lunedi svizzero un party coi fiocchi. Se il buon giorno si vede dal mattino io imparo subito due cose fondamentali della vita in tour: primo che non si sa mai ne quando si arriva ne quando si riparte. Secondo che alla fine bisogna sempre ricaricare tutto; cazzo la strumentazione dei Go!Zilla è bella pesante.



Martedi 27 Maggio
Mentre i ragazzi proprio non ce la fanno ad alzarsi io ne approfitto prima con una bella chiacchierata con Arthur e con una passeggiata in solitaria per la città dopo. Camminandoci senza meta Zurigo mi affascina; non faccio in tempo a capirne il perché e mi ritrovo in macchina. Direzione Ginevra. Siamo in leggero ritardo che una volta sull'autostrada diventa abissale; causa incidente e relativo dirottamento su strade secondarie arriviamo alla Taverne de la Republique giusto in tempo per montare e suonare. L'ansia di essere arrivarti troppo tardi viene subito gelata dal gestore che non vuole farci suonare. Ha avuto problemi con il vicinato e preferisce una serata tranquilla a volume moderato; paga il cachet, ci da un panino, ci offre da bere e un posto dove dormire. I Go!Zilla provano ad insistere; ma non c'è nulla da fare. Rimango un po' interdetto; ma non resta che perdersi in chiacchiere con un paio di ragazzi venuti apposta per il concerto, più delusi di noi per l'accaduto. Alla fine si va a letto non troppo tardi che domani ci aspetta la Germania e più di 500 km che ci separano da Heilbronn. 




Mercoledi 28 Maggio:
La sveglia è abbastanza presto, ma senza fatiche notturne siamo belli riposati; il tempo di fare due passi e visitare Bongo Joe records per spendere bene i primi soldi di questo esaltante viaggio. Il negozio è un disques & caffè di uno dei ragazzi dei Mama Rosin. Fatto la spesa anche al supermercato accanto al negozio intorno alle 12.30 siamo pronti a tagliare la corda. I Go!Zilla hanno voglia di darci dentro, non avendo suonato la sera precedente. Poco dopo essere usciti da Ginevra però ci accorgiamo che la musica rispetto a ieri non è cambiata: traffico a go go. Arriviamo a Heillbronn alle 20.40 circa. Un viaggio infernale. Ad attenderci al Red River ci sono i Weird Owls che apriranno le danze. Il loro è un piccantissimo punk rock che di sicuro non viene esaltato dall'acustica del locale che è in un feedback continuo. L'inizio dei Go!Zilla è più infernale del viaggio che abbiamo affrontato; la gente è comunque presa bene e i ragazzi, sistemati i volumi con disinvoltura, danno spettacolo sul palco. Con I'm Bleeding il pubblico impazzisce e si scordano in fretta tutti i problemi. Alla fine siamo tutti un po' stremati dalla giornata infinita; si fa ancora un po'il pieno di alcool e ricaricato anche il Doblò ci trasferiamo da una coppia di ragazzi dove passeremo la notte. L'ospitalità è di casa e noi ne approfittiamo. Anche oggi imparo un'altra cosa sulla vita da tour: dormire e cagare quando puoi non rimandare




Giovedi 29 Maggio:
Altra alzataccia ma oggi bisogna attraversare quattro stati per arrivare finalmente in Francia; meta Saint Laurent Blangy. Si sceglie la strada più lunga ma senza il pedaggio autostradale che fa risparmiare parecchio alla cassa del gruppo. Questo è decisamente il tragitto più lungo, non contando il viaggio di ritorno in Italia, che affronteremo durante questa settimana. Ormai dopo tre giorni mi sento parte integrante della band; nell'infinito tempo trascorso in macchina ho capito che mentre si viaggia si possono fare solo tre cose liberamente: guidare, dormire e scoreggiare. Oggi opto per la prima e mi faccio gran parte della strada da guidatore. Il viaggio è lungo ma piacevole e più vado a vanti e più ci prendo gusto; la band si riposa, Luca anche mentre dorme sembra sempre in continuo movimento. Nei momenti in cui è sveglio si programma uno split diabolico con Go!Zilla e Warm Toy Machine, che proprio stasera divideranno il palco della Taverne des Gaulois e che rivedrò a Roma a metà giugno. La curiosità sale. Quando parcheggio davanti al locale ho guidato per più di 400 km. Appena varcata la soglia della Taverne des Gaulois ci immergiamo in una festa. Č il compleanno di Damien il proprietario del locale; quindi un party nel party. Conosco i Warm Toy Machine, che di persona sono veramente uno spasso. Ci viene offerta una cena principesca con vino antipasto, primo, secondo, dolce e Amaro finale. Poi veniamo tutti marchiati sul dorso della mano con una X che ci da diritto al free drink; una sorta di straight edge al contrario. I ragazzi di Bruxelles ci regalano un live divertente, sporco e sudatissimo. Non vedo l'ora di rivederli dalle mie party. Dentro la taverna incomincia a fare caldo; l'acustica non è delle migliori, ma spinge quanto basta per fomentare i numerosi presenti all'attacco di Grabbing A Crocodile. Fabio stasera ha una marcia in più e Mattia ha dato ai Go!Zilla il muro di suono che gli mancava; Luca sputa fiamme nel microfono. Il live mette tutti su di giri. Ma la festa vera inizia dopo la chiusura del locale. Tutti i rimasti si trasferiscono di sopra. Inizia un altro party; ma questa è una festa privata e voi purtroppo non siete stati invitati. Happy Birthday Damien thanks a lot for a crazy night. Quando la notte diventa mattina e la mattina giorno imparo a mie spese un'altra cosa fondamentale: in tour è quasi tutto lecito; finché c'è benza... avanti ad oltranza. 



Venerdi 30 Maggio:
Dopo aver tirato fino alla mattina in una situazione ai limiti del surreale alzarsi è già un'impresa; farsi altri 400 km diventa un viaggio titanico. Ho la testa che mi scoppia e dover salire nel Doblò mi lascia proprio l'amaro in bocca; per fortuna crollo subito. Arrivo a Nancy senza neanche accorgermene e perlopiù in orario; se è cosí devo passare la notte insonne più spesso. Il Royal Bar ci accoglie alla grande e ci sembra subito di stare in un bel posto. L'idillio si incrina al momento del sound-check; per il fonico i volumi sono troppo alti; per la band sono troppo bassi. Tutto diventa troppo esagitato e vola qualche parola di troppo. Purtroppo temo il peggio. Poi faccio l'unica cosa che posso fare in questo momento: parlo prima con i gestori, poi con la band. In fondo cazzo vogliamo tutti la stessa cosa: Rock'n'Roll, birra e divertimento facile. Siamo tutti troppo stanchi per poter volere altro. Si abbassano i volumi, si allenta la tensione e magicamente la gente comincia ad affollare il locale. I Go!Zilla ci regalano uno dei migliori live fino a questo momento. Il bis è d'obbligo. Il tris è un'apoteosi. Poi finalmente incomincio a lavorare anche io; il merch va alla grande. Alla fine sono tutti felici e contenti. Quando siamo ai saluti finali mi rendo conto che avrei salutato in maniera più approfondita la proprietaria del locale. Una delle donne più affascinanti di Francia. Dormiremo a casa di Christophe, il promoter della serata; guido io e divento subito il Re della Retro. Applausi. Una volta da lui ci rendiamo conto che dopo una giornata del genere non potevamo chiedere di meglio. Ci va di stralusso. Il posto giusto per riprendere energie prima dell'ultimo sforzo; quello più atteso. Il Cosmic Trip Festival. Mentre mi addormento accanto a Fabio, che russa più forte di come suona la batteria, capisco un'altra cosa basilare di un tour: i tappi sono fondamentali; anche se durante i live non mi sono mai serviti. 



Sabato 31 Maggio:
Per una volta svegliarsi presto non è un problema per nessuno; oggi infatti è il giorno in cui si arriva al Cosmic Trip Festival e siamo tutti belli eccitati. Io mi prenoto per l'ultimo turno di guida; dopo esserci stato da spettatore voglio entrare a Bourges direttamente dal back-stage. Tanto per non perderci gusto anche oggi però ci aspettano più di 500 km. Arriviamo a destinazione relativamente presto; parcheggiato il Doblò e accolti dallo staff io non perdo occasione di ammirare la funzionalità e la perfezione degli ingranaggi di questa manifestazione; a fine tour capisco facilmente la differenza che corre tra suonare in un bar, un club o in Festival importante. Ci sistemiamo nella nostra relax-room che dividiamo con il mio idolo Bob Log III; un'altra ciliegina sulla torta. Arriva il momento del live pomeridiano; sono i francesi Kaviar Special ad aprire le danze nella jungle-room. Il loro è un garage in perfetto stile Thee Oh Sees. Come inizio non c'è niente male. Poi tocca ai Go!Zilla rompere il ghiaccio con il sound-check; finalmente Luca, Fabio e Mattia possono alzare il volume indisturbati ed è una gioia per l'udito. Finito il riscaldamento faccio quello che mi riesce meglio: vado a buttare i miei soldi in dischi; qui dentro di posti per sperperare i miei averi ce ne sono a volontà; manco fossi Rockefeller. I miei acquisti mi distolgono dal live degli Head On; mi dispiace per loro ma spesso la vita è fatta di priorità e io ho trovato diverse chicche che vanno ad impreziosire la mia collezione. Alle 20.45 passate i Go!Zilla salgono sul palco della jungle-room e cominciano a darci dentro; io mi perdo l'attacco iniziale, ma quando entro nella sala l'ambiente è già bello infuocato. Luca, Fabio e Mattia non si risparmiano; lo scambio energetico tra palco e platea è da brividi. I Go!Zilla lasciano il segno. Ci si vede tra un po' per il secondo tempo. Non faccio in tempo ad abbracciare i ragazzi che nella sala principale incominciano il loro live i Shannon & the Clams. Il trio di Oakland ci riporta nei 50's con il suo rock'n'roll d'annata. Li osservo con occhio più attento; forse un po' stretti ma ce li vedo proprio bene nel palco del Trenta Formiche la prossima stagione. Mi finisco di sbronzare che ora tocca di nuovo ai Go!Zilla per il loro secondo e ultimo set di questo Tour. La voglia di sbalordire è ancora tanta. Č uno spettacolo esaltante. Il pubblico lo avverte tutto. I volumi sono esagerati e i Go!Zilla ci ipnotizzano tutti. Mi risveglio quando, come preventivato in precedenza, Luca mi chiama sul palco; io indosso la maschera da luchador che mi hanno portato dal loro recente tour in Messico. Mi vergogno come un cane; ma qui imparo un'altra lezione: lo spettacolo va sempre avanti. Però preferisco il lavoro oscuro dietro al palco; gli applausi li lascio per gli altri. Di applausi il trio fiorentino ne prende molti a fine dello show; cazzo i Go!Zilla spaccano di brutto e non sono stato l'unico ad accorgermene. Il nostro lavoro è finito ora si pensa a divertirsi. Seguono i Bazooka che con i Warm Toy Machine suoneranno a Roma a metà giugno. Un sound che ti fa saltare in aria quello di questi cinque giovani greci con doppia batteria. Poi è il momento di Bob Log III e nella jungle-room scoppia il delirio. Un uomo solo come lui può infiammare una sala con il suo rock'n'roll leggendario. Č lo show man per eccellenza e lo scoprirò anche nella relax-room che condividiamo. Lo adoro. Chiudono il tutto i Kid Congo & the Pink Monkey Birds e i The Fleshtones; i primi mi esaltano con due cover e i secondi ce la mettono tutta ma il pubblico si scalda poco. Purtroppo in escandescenza va l'ampli del bassista; attimi di panico e lo show si ferma. Sostituzione in corsa e il tutto ricomincia, ma per il sottoscritto si è fatto tardi; con i Go!Zilla perdiamo il numero delle consumazioni fino a che le luci dell'alba mettono la parola fine a questo Tour. Si carica per l'ultima volta il Doblò e si va a dormire che domani ci aspettano più di 1000 km prima di rientrare a casa. 



Domenica 1 Giugno:
Il viaggio di ritorno ha sempre un sapore particolare; ti porti dietro un bagaglio di esperienze che ha un suo peso specifico. Ci aspetta una lunga strada; ma come ci insegnano gli Ac/Dc: se vuoi il Rock'n'Roll il tragitto verso la cima è lungo. Sarà un caso ma arrivati al confine con l'Italia ammiro la vetta più alta e ci passiamo dentro. Il Monte Bianco mi affascina e vederlo da sotto regala tutta un'altra prospettiva. Il mio tour con i Go!Zilla finisce alla stazione ferroviaria di Chivasso dopo circa 3520 km. Prendo il treno al volo che chissà dove mi riporterà. I saluti finali sono veloci e intensi cosí come del resto tutta questa settimana che porterò sempre con me. Un ringraziamento speciale ai tre ragazzi di Firenze che mi hanno fatto sentire uno della band nonostante non sia capace di suonare nessun cazzo di strumento. Mentre il treno parte imparo un'ultima cosa sulla vita on the road: finito un tour non vedi l'ora che inizi un altro. Ogni viaggio fa storia a se; questo che ho scritto qui ha un sapore tutto particolare. Ci vediamo alla prossima.

by  Freddie Koratella (Dead Music Roma)

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Molte più foto, qui.

Il disco, qui.


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