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Lucertulas

+ Dolcevena + Plaisir

https://www.inkoma.com/k/353

@ traffic, Roma, 22 maggio 2008.

 | federico immigrato e rifugiato
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[sorry, ma mi ero dimenticato la digitcamera a casa.. avevo giusto un cellulare per fare foto..]

Plaisir
Plaisir

Lucertulas
Lucertulas
Lucertulas
Lucertulas


Ho approfittato della prima sera in cui tornavo finalmente in possesso del mio motorino dopo una lunga sudditanza al 14 notturno, per far tappa fissa al locale di gran lunga più lontano da casa mia. Il Traffic.
Non avevo mai visto Dolcevena, Plaisir e i Lucertulas. Le preziose rassicurazioni del buon Paolo komakino e del team al completo di Novamuzique che avevo incontrato poco prima erano più che una garanzia in questo senso.
Già in apertura, soprattutto per le movenze del loro batterista disumano, il set dei Dolcevena mi ha procurato lo stesso tipo di benessere diffuso che in genere provo per la sporadica visione del vecchio e stupendo clip di Nearly Lost You, degli immani Screaming Trees.
Il paragone con il gruppo di Mark Lanegan [non la voce, ndk] però c'entra fino ad un certo punto. La loro esibizione può essere accostata a qualcosa di incredibilmente vicino alla versione Cronenbergiana del Videodrome di un programma tv sul meglio del grunge e l'alternative degli anni '90. Più che cinghiate e carne mutante il bello però è che qui si è assaliti da scosse e nervi di acciaio che ti trasportano nella allucinazione di quella che potrebbe essere oggi la versione più attuale e convulsa di Eulcid o Tribute to nothing. Bellissimi. In sala sentivo scattare paragoni tra il loro cantante e quello dei Verdena. A me più che altro ricorda Massimiliano dei vecchi Blueprint di Roma, ma che di fisionomia non ci capisco un cazzo me lo dice sempre anche mia madre. Complimenti per il trasporto però. Belli davvero. Peccato per il nome. [ok, non restisto dolceNera!!! un nome più brutto dell'altro.. - senonché, stenderei un mezzo velo pietoso sul gran finale dove il cantante ha buttato la chitarra sulla batteria (non la fender mustang, ma una dan electro ;-)) - ndk]
Non si poteva proseguire meglio che con i Plaisir. Non so quali siano i motivi degli avvicendamenti all'interno della loro formazione. Il fatto che ora però abbiano reclutato alla batteria il grande Valerio dei superbi Dispositivoperillancioobliquodiunasferetta non può che deporre a loro favore. Inizialmente le schegge a tremila del loro blues nucleare (a proposito, no grazie…) può lasciare fortemente interdetti. Non sappiamo ancora se stasera abbiano proposto pezzi preparati autisticamente in saletta o se il tutto sia frutto di liberissima improvvisazione [parlando con il cantante, mi diceva che avevano fatto giusto un paio di prove, dato che il vecchio batterista aveva dato forfait, ndk]. In entrambi i casi sono due geni. Non azzarderemo mai una definizione, ma a volte ci è sembrato di sentire dei Lightning Bolt che si ispirano ai Kyuss. A volte qualcosa tipo Josh Homme che parla di decostruttivismo con i Locust e il protagonista di Tetsuo fuori dal Sinister Noise con gli imbrachi del Without. Matti, peccato che il bassista è una pippa come diceva qualcuno [per aiutare a far ridere tutti: i Plaisir non hanno un bassista, ndk].
Il loro cantante assomiglia a Neil Young.
In chiusura il sandalo folkloristico del chitarrista dei Lucertulas [nonchè le unghie NERE, ndk] mi ha subito aperto ai ricordi di antiche esibizioni di Knut e del loro cantante spesso semiscalzo e/o seminudo.
In questo caso il paragone con la Hydra Head è più che pertinente checazzo, specie con i Cable.
Paradossalmente, la loro impostazione è talmente voluminosa e geometrica che apre il fianco alle migliaia di interpretazioni malsane di Blues che fanno rima con Unsane. Gli effetti del basso devono aver succhiato talmente tanta corrente che Pietralata sarà stata al buio per mezz'ora.
Siete devastanti.
Mi avete sconvolto. Devo dire che il cantante assomiglia a Scamarcio. [by Federico immigrato e rifugiato]
[Aggiungo che il primo pubblico a inizio esibizione Dolcevena era abbastanza under 20 e femmineo, un qualcosa di simile ad un concerto di Avril Lavigne, e per un attimo ho avuto SPERANZA nel futuro ricambio generazionale di questi concerti-dove-non-va-nessuno, - ma quando hanno cominciato a suonare i rancidi Lucertulas o era scoccato il coprifuoco oppure dato il blackout dei lampioni della zona, usciti tutti fuori a farsi una sigaretta, sono rientrati poi nel locale sbagliato, o magari sono stati schiavizzati a lavorare nella maglieria / garage di cinesi non poco distante.., ndk]

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