PLEASE NOTE: This website uses cookies to help us give you the best experience when you visit our website.
By continuing to use this website, you consent to our use of these cookies.
Close this one-time pop-up message to accept, or learn more about it: visit https://www.cookiechoices.org/#resources
got cookie, THANK YOU!
Journal RSS journal posts · 2020 · 2019 · 2018 · 2017 · {and before that

Banjo or Freakout

w/ Calibro 35

https://www.inkoma.com/k/3517

Live Roma, 09/03/2011 @ Circolo degli Artisti

 | nicola basile
permanent link copied to clipboard
Arriviamo al Circolo di Roma verso le 21,30, e ci siamo pure scapicollati per arrivare in tempo, per poi scoprire che invece i concerti inizieranno solo un'ora più tardi e con la scaletta che prevede prima l'esibizione dei Calibro 35 e poi la performance di Banjo or Freakout, il vero motivo che ci aveva spinto ad uscire di casa e che è ora previsto per la mezzanotte...
E per una volta ci sembra di essere tornati indietro nel tempo, quando a Roma la consuetudine era che i concerti iniziassero molto, ma molto tardi. Diciamo subito che ci siamo volutamente persi l'esibizione dei Calibro 35, che tra l'altro avevamo già visto sempre al Circolo, e che ci erano sembrati piacevoli e soprattutto professionali nella loro proposta di riattualizzare i suoni italici di qualche decennio fa: per lo più colonne sonore di film polizieschi, di serie B naturalmente.
Entriamo per assistere solo ai due pezzi finali eseguiti dalla band, e che sembrano divagazioni prog con-chitarra-in-perenne-fuzz, ma stavolta non ci convincono molto. Il club è comunque stracolmo, e la vera tristezza è che il pubblico è venuto a vedere proprio loro e non Banjo, come avevamo pensato in un primo momento. L'indie, in questo caso, non è stato capace di smuovere le masse.
Dopo i Calibro 35 la folla esce dalla sala, arriva mezzanotte ed inizia il concerto di Banjo or Freakout, ovvero l'italiano Alessio Natalizia, che in questo tour è accompagnato da due musicisti, un bassista/chitarrista ed un batterista. Alessio sulle prime ci sembra timido, si stringe sulle sue spalle, ma dopo i primi pezzi si è già sciolto, complice anche il calore che gli dimostrano gli astanti. Ci sembra che lui abbia colto, anche nel modo di cantare, l'essenza del pop come si faceva in Inghilterra, e infatti ha un modo di fare musica che rimanda agli anni '90, quando giravano gruppi come i Charlatans, gli Stone Roses o i Primal Scream. Questi ultimi riecheggiano soprattutto in una canzone, Dear Me, che ci ricorda anche gli Underworld.
Sul palco i tre riescono a dar corpo ad un bel suono, coadiuvati anche da un sampler che viene utilizzato sapientemente per creare dei tappeti sonori a sorreggere il tutto. Quello che ascoltiamo alla fine è un misto tra dream pop, psichedelia e tentazioni rumoriste.
In definitiva proprio un bel concerto, con picchi come il singolo 105, o ancora Black Scratches, mentre da veri brividi è stata Idiot Rain.
Un vero peccato che la gente se ne sia andata presto e che non siano rimasti in molti ad ascoltarlo.
Abbiamo però saputo che i vinili in vendita al banchetto del merchandising sono andati esauriti. Almeno quello!

Nota: foto, cortesia di @lfie.






read less 
read more 

Feedback:

not yet, probably nobody cares, or nobody cared enough to tell something. Also: nobody reads komakino.

Leave a feedback about this post, or don't.
your sweet name:

your IMPORTANT text:

url:

icon: will be resized 30x30pxl