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Peter Kernel

Intervista ad Aris

https://www.inkoma.com/k/346

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Recensiti lo scorso mese con il Loro debutto How To Perform a Funeral [leggi komarecensio], Aris dei Peter Kernel fa in tempo a rivestirsi dopo una ennesima ignudo session di foto con la sua Barbara e ci si chiacchiera del più e del meno di Loro, di quel che fu Eva Kant e di quanto è buona la cioccolata svizzera. E di quanto è bello il Loro disco, of course.

***

komakino: - Potete fare una breve bio? Partiamo dalle origini, dove c'erano Adamo ed Eva Kant (non ho resistito), - come vi siete incontrati? Leggo di Canada e Svizzera, - potete definire un pò le coordinate di provenienza?
Peter Kernel: - Io sono Aris, chitarra e voce dei Peter Kernel, poi c'è Barbara al basso e alla voce, Däwis alla batteria e ai cori e Anita alla chitarra e cori.
Parto dal principio. Eva Kant era un progetto che ho fondato penso nel 1997 o 1998. Abbiamo fatto un ep, un disco e qualche concerto ed è finita lí. Ad un certo punto il batterista ha mollato ed ho cercato di inserire nel gruppo Däwis, ma alla fine non si è fatto nulla. Nel 2002 (non ricordo esattamente) ho sciolto il gruppo perché non ci si capiva più.
Quando ho ripreso a suonare dopo qualche mese, ho ricontattato Däwis e abbiamo fondato un progetto divertente chiamato "I love the girl who loves Toko" con un altro chitarrista, Donatello (ora nei Kovlo). Non è durato molto.
Dopo un po' di casini (i soliti che la vita riserva) ecco che nel 2005 prende forma Peter kernel. Un ipotetico individuo che cerca di creare paesaggi sonori legati al filmmaking di Barbara Lehnhoff; canadese che da qualche anno vive e lavora in svizzera.
L'intesa con Barbara è forte. Molto... eh eh eh. Ad un certo punto ci è sembrato naturale farle suonare il basso. Cosí ha iniziato a pigiare corde senza sapere che cosa stesse facendo. Intanto attorno al gruppo inizia ad apparire una ragazza di nome Anita. Dentro anche lei dalla metà del 2007. Ovviamente tra il 2005 e il 2007 sono successe tante tante tante cose. E quest'anno ecco il riassunto. Un disco.

Peter Kernel

komakino: - Quanto c'è ancora di quel gruppo nei Peter Kernel? O è un pò come lo spirito di Bob di Twin Peaks che passa da un corpo all'altro?
Peter Kernel: - Ci sono io e c'è Däwis, che doveva diventare il batterista di Eva Kant... ah ah. Ma è una storia chiusa che non interessa a nessuno, nemmeno a me.
Mai visto Twin Peaks.

komakino: - Prima di questo disco, leggo di uno split con gli Amavo dove vi si dà dei postrockers (termine che se non oculato correttamente non vuol dire nulla), e un paio di cdr, tra cui uno che contiene la colonna sonora per l'autoproduzione cinematografica Like a Giant in a Towel, - di cui Barbara è regista, filmato poi presentato al festival di Locarno un paio di anni fa: il disco how to perform a funeral quanto segna la differenza musicalmente con gli inizi?
Peter Kernel: - A segnare una differenza marcata è lo slip con le Amavo. Lí dentro cantiamo e cerchiamo di fare del pop. "How to perform a funeral" è la messa a fuoco di quell'intenzione. Ci piace molto poter canticchiare le canzoni.
All'inizio volevamo creare paesaggi sonori dilatati facendo un sacco di improvvisazioni che finivano tutte nel modo più scontato... una sorta di postrock alla mogwai o explosions in the sky che a noi interessa poco ora.
Ci serviva uno scarto in più. Non volevamo accontentarci di ciò che si generava improvvisando. Voglio dire... è sicuramente un buon punto di partenza, ma il risultato di un'improvvisazione ora è diventato per noi la punta dell'iceberg.
Non che poi ci si lavora sopra in modo complicato, ma dopo il filtro "cuore" un po' di testa ci sta.

Peter Kernel

komakino: - Sempre riguardo Like a giant in a towel, di cosa tratta? è uno di quei corti dove non si capisce niente?
Peter Kernel: - Non so. Ognuno ci vede ciò che vuole. È una stratificazione di livelli di lettura e comunicazione. Si parla dell'esperienza umana in quel film. Perciò è personale e difficile.

komakino: - come è nato l'album? c'è stato molto jamming (leggi cazzeggio) prima di arrivare alla stesura di ogni pezzo o c'è qualcuno nel gruppo che porta il piatto pronto?
Peter Kernel: - Come accennato prima, di base c'è una micro idea di qualche secondo e si improvvisa su quella. Quando si raggiunge un risultato che ci si guarda col sorriso stampato ci fermiamo e cominciamo a smontare, tagliare e ricucire. Arricchire o scarnificare (solitamente la seconda). Nessuno di noi compone a casa. Siamo un gruppo di amici, non un gruppo di musicisti.

komakino: - How to perform a Funeral - recensione su komakinoLungo tutte le canzoni trovo ci sia un'aria disperata e malinconica, sino a rasentare se non il cinismo la più cruda disillusione, - o ci sono raggi di sole da qualche parte?
Peter Kernel: - Non so come spiegarlo, ma c'è un sacco di disillusione in generale per ciò che accade attorno a noi. Che però non è rassegnazione. Le musiche del disco ci hanno permesso di costruirci un rifugio mentale e fisico. Sono come delle casette in cui entriamo per ripararci dalla valanga di merda che scende spesso e volentieri sulla gente. Penso che ognuno dovrebbe fare musica. Ti protegge l'entusiasmo.
I raggi di sole ci sono eccome. Solo che ce li siamo creati noi a modo nostri. Intendiamoci... sono criticabilissimi, ma a noi non importa, ci illuminano e ci scaldano.

komakino: - Siete affezionati a qualcuno dei Vostri pezzi in particolare?
Peter Kernel: - Se li ascolto sono affezionato a tutti allo stesso modo, mentre da suonare quello che preferisco è "Videotapes in Dubai", ma domani ti direi un altro brano... ah ah ah

komakino: - Di chi è stata l'idea della copertina? Con chiunque ne parli esce fuori 'ah pensavo fosse una pubblicità di abbigliamento'. Senonchè, voi le tshirt le disegnate e sono pure ben fatte.Peter Kernel - tshirts
Peter Kernel: - La copertina è uscita un po' per caso dopo aver tentato un sacco di altre strade. Siccome passiamo insieme molto tempo al di là della musica, ci siamo ritrovati un giorno a bere vino sul nostro letto (mio e di Barbara) e sono uscite una serie di foto con predominanti di colori molto chiari. Sembra effettivamente una pubblicità di abbigliamento, ma fatta in modo molto amatoriale. È questo che ci è piaciuto. Ho sentito critiche sulla qualità della foto. Ma quella leggera sfocatura, il taglio un po' sbagliato, le luci sbagliate... erano proprio perfette per noi. Siamo cosí. Anche nella musica.

komakino: - Che cosa rappresenta la Musica per voi? La playlist di un supermercato suonerà mai un pezzo dei Peter Kernel?
Peter Kernel: - La musica per noi è uno sfogo, un rifugio e un modo di stare insieme. Quando non suoniamo non usciamo molto, ma spesso ci troviamo al locale il venerdi e il sabato sera a suonare senza smettere. Improvvisando pezzi lunghissimi, scambiandoci strumenti assieme ad amici che suonano in altri gruppi. È semplicemente fantastico.

komakino: - Avete mai comprato un disco di cui poi vi siete pentiti?
Peter Kernel: - Beh certo. Quasi tutti quelli presi "perchè c'è dentro quel pezzo".

komakino: - On The Camper rec siete Voi, il che fa di Voi dei potenziali eroi del diy visto che in catalogo avete 8 titoli (sbaglio?). Poi in Smiling Barbara recita un 'i'm so happy on this boat', - casualità, o cos'è, un msg subliminale ai Kovlo?
Peter Kernel: - On the Camper siamo noi e tutti quelli che ci fan parte. Siamo un gruppo di persone molto unite e che si influenzano a vicenda in modo molto marcato. Quella frase in "smiling" l'abbiamo messa apposta a richiamare il titolo del disco dei Kovlo perché speravamo di uscire prima noi con il disco per poter dire ai Kovlo che ci avevano copiato. Invece sono usciti prima loro con il disco. Cazzarola.

komakino: - Questa estate niente mare? Leggo sarete in tour e diversi festival. E in italia?
Peter Kernel: - Vorremmo tanto andare al mare. Lo scordo anno ci siamo riusciti. È stato fantastico! Quest'anno abbiamo in programma un po' di cose soprattutto in Svizzera e quindi niente mare. Solo cioccolata, orologi e banche.
Ma forse una capatina la facciamo ad agosto. Se ci confermano forse siamo ad un festival a Savona. E penso che entro la fine dell'anno qualche data in Italia la faremo. Lo spero. In Italia è bellissimo suonare, ma è dura organizzare.

komakino: - how to perform a funeral lo si trova al negozio di dischi sotto casa? Anzi, esistono ancora i negozi di dischi?
Peter Kernel: - Non so esattamente dove si trova. In Italia è la Jestrai che se ne occupa per noi. So che c'è in tanti negozi. Negozi che esistono e che spero continuino ad esistere.
Ma intendi sotto casa mia o casa tua? mh mh mh
komakino: sotto casa di tutti. Sotto casa mia non ho mai avuta la fortuna di averne uno.

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