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Go Sinner Go 5

Live @ Caracol, 11-12 giugno 2010 Madrid Spagna

https://www.inkoma.com/k/3042

 | Freddie Koratella
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Il Go Sinner Go!! Festival l'ho scoperto in una di quelle notti casalinghe in cui mentre da una parte dai orecchio a tutti gli ultimi acquisti musicali dal sostanzioso sapore di Soul Food, dall'altra vaghi per il miospazio in cerca di niente... e come sempre proprio quando non si cerca niente si trova qualcosa di speciale... forse sarà perché si hanno meno pregiudizi o forse l'occhio è meno indisciplinato e più pronto per farsi colpire... a volte basta una sola dose di insana curiosità. Ho scoperto infatti con sorpresa che avrebbero suonato gli Standells in formazione originale. Al momento bastò questo a far scattare la voglia di organizzare quello che poi è successo.

Venerdí 11 giugno.
Arrivo a Madrid nel primo pomeriggio tempo di prendere possesso dell'appartamento  in zona Lavapies, poco distante dalla Sala Caracol dove in serata comincerà il Festival, e di aspettare l'arrivo da Milano di santrino, l'unico che ha deciso si seguirmi in terra spagnola, optando di fare subito amicizia con i banconi di diversi Tapas Bar madrileni per non sentirsi troppo solo. Appuntamento con santrino a metro Embajadores poco prima di cena... il tempo di salutarci, di presentargli prima casa e poi qualcuno dei miei amici nuovi (quelli più sostanziosi) e siamo in fila per prendere il braccialetto che al prezzo di sessanta euro lascia libero accesso a tutte le iniziative del festival. La fila incomincia ad allungarsi e si capisce da subito che non siamo a Roma e questo mi fa molto piacere; una volta dentro ci vengono svelati tutti i presupposti per una buona serata... locale efficientissimo da tutti i punti di vista e soprattutto a volume molto ma molto alto... come ci fanno subito capire le selezioni in 45 giri dei dieci dj che a turno si alterneranno ai piatti durante la manifestazione. Tra gli altri scopro che c'è anche Bone... cantante voce armonica degli olandesi The Anomalys un gruppo che mi ha fatto innamorare al primo ascolto... sorry state... piano piano la sala si riempie e assimiliamo subito che agli spagnoli piace fare tardi... noi questa volta invece siamo arrivati in largo anticipo ... e soprattutto che per loro il rock&roll è quasi un vizio... indiscretamente alcolico&stupefacente... ma in materia anche noi siamo madre lingua... e finalmente in una sala che continua a gremirsi ... iniziano i francesi Mean Things... un garage punk sudato e da ossi al collo... cattivo come il primissimo Henry Rollins ... organicamente distorto come il picchiare su certi tasti dissociati ... come inizio non c'è male... alla fine i sei transalpini sul palco ci hanno messo molto del loro e dagli applausi capisco che anche la platea ha apprezzato il loro sforzo.... altro dj set che scalda tutti i presenti mai quanto l'annuncio al microfono in perfetto stile rock&roll dei GRAVE DIGGER V... l'ho scritta in maiuscola come la performance di questa leggendaria band di San Diego ... Mr. Leighton è un messia del garage... la band è ben rodata e forse ha oleato bene qualche vecchia ruggine... sta di fatto che lo spettacolo prende fuoco sul palco... sotto la situazione è carica ... la gente balla e si diverte... (allora cazzo non è impossibile) ... forse è solo questione di latitudini... quando il messia si taglia con il tamburello spruzzando sangue dalla mano gli chiedo il miracolo ... di importare questa esaltante follia anche dalle nostre parti. A chi può consiglio di godersi questa formidabile band anche al Beat Festival di Salso Maggiore Terme in compagnia delle santità Sonics... il fomento è garantito anche per i più intransigenti. A finire il primo tempo del festival, per rimanere in tema mondiali tanto attuali in questi giorni, ci pensano i Birds... peccato che rispetto alla line-up originale l'unico titolare schierato in campo mi sembra la lead vox Ali McKenzie ... chiedere Sir Wood forse sarebbe stato veramente chiedere troppo... ma ci accontentiamo infatti ci siamo divertiti lo stesso ad ascoltare il loro rhytm and blues tra cui you're on my mind e leaving here... finita la loro performance nessuno ha voglia di lasciare la sala Caracol e anzi tutti sembrano intenzionati a seguire i ritmi infuocati che l'alternarsi dei dj fanno uscire dall'impianto... si balla, si suda, si beve; noi siamo dello stesso avviso e la serata finisce quando inizia la mattina... tornando a casa  con passo scomposto  io e il santrino  abbiamo addosso la sensazione che venire a Madrid è stata un'idea geniale... e siamo solo al primo giorno.

Sabato 12 giugno.
Nel pomeriggio è prevista l'esibizione dei nostrani Love Boat al Boca del Lobo dietro puerta del Sol... peccato che il sole è rimasto a casa e la pioggia tortura Madrid già dalla mattina... noi troviamo rifugio al mercato San Miguel dove vale la pena farci un salto per respirare la movida spagnola nella sua vera essenza... vale vale... questo ci fa arrivare leggermente in ritardo ma ci fa trovare la sala di questo piccolo locale ben affollata con molte di quelle facce già viste la sera prima ma un poco più sfrante ... è solo l'aperitivo alcoolico che scandirà senza sosta il proseguo della giornata... i Love Boat ci sanno fare e le dimensioni minuscole del palco li fanno sembrare dei giganti... doppia chitarra e batteria... il pubblico ne chiede sempre di più e loro sudatissimi non si risparmiano... wait for a long time... sembra la canzone dell'estate... io allora spero di non aspettare poi tanto tempo per rivederli a Roma... la situazione è veramente divertente e dopo il live ancora selezioni viniliche a go go... al piano di sopra conosco i ragazzi della Misty Lane records, venuti con il banchetto direttamente dalla nostra capitale, con cui bastano poche parole per meravigliarci del fatto che siano le sei del pomeriggio e un locale è talmente pieno che il buttafuori non fa entrare neanche la luce esterna... dalle nostre parti sembri cazzo si viva di luce artificiale... ma per fortuna ora siamo nella capitale spagnola ed è tutta un'altra musica.

La sera alla sala Caracol arriviamo tardi, ormai siamo entrati in pieno negli usi e nei costumi iberici, e ci perdiamo il live degli olandesi De Keefman... ma tutta l'acqua presa in giro e i piedi dentro le All Stars reclamavano una sosta a casa più lunga del previsto. Facciamo appena in tempo a vedere l'entrata degli austriaci Jay Birds... che sembrano i primi a divertirsi trascinando tutto il pubblico nell'attesa degli Standells. Quando il sipario si riapre sul palco ci si rende conto che ne è passato di tempo da quando il quartetto statunitense regalava perle di puro 60 garage... sarà che l'attesa era tanta, sarà che nei giorni precedenti alla partenza avevo letteralmente consumato il loro disco, sarà la irrepetibile emozione di vedere questi mostri sacri al loro debutto europeo ma incomincio a godermi lo spettacolo solo quando sento l'attacco somentimes good guys don't wear white... infatti loro sono vestiti tutti di nero... si sciolgono anche loro e la platea si infiamma... mai visto un fiume di gente straripare tanto fomento... lo spettacolo vale il viaggio e i soldi spesi per affrontarlo... il live set degli Standells si chiude con sorrisi e sudore con l'immancabile dirty water e ora tutte le volte che farò girare questa traccia nell'impianto mi ricorderò come quattro signori sopra i sessanta ancora non hanno un cazzo da invidiare ai propri nipoti. Poi i dj prendono in mano la situazione e si tira avanti senza sosta fino alla mattina ... sembra che nessuno voglia far finire la magia di questi due deliranti giorni in cui ha trionfato la musica, il divertimento e la voglia di essere presenti a questo spettacolo sopra le righe.

Complimenti per tutti ... all'organizzazione, ai gruppi, ai djs, agli spettatori a noi per esserci stati con la certezza che non sarà né la prima né l'ultima volta che torneremo in questa stupefacente città in cui ci si riesce a divertire senza sforzarsi troppo a cercare di farlo... all'alba di lunedí nel nostro bagaglio a mano mettiamo anche un po' di voglia di smuovere le acque nella nostra città eternamente ferma.

Freddie Koratella (Dead Music dj-set


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El festival Go Sinner Go!! lo descubrí en una de esas noches que pasas en casa en las que por un lado te escuchas todas las últimas adquisiciones musicales de substancioso sabor de Soul Food y por otro te pones a vagar por el Myspace en busca de nada... y como simpre, justo cuando no se busca nada especial... tal vez sea porque se tienen menos prejuicios o tal vez porque el ojo es menos indisciplinado y está más preparado para dejarse impresionar... a veces es suficiente una sola dosis de insana curiosidad. De hecho descubrí con sorpresa que iban a tocar los Standells con su formación original. En el momento eso fue suficiente para despertar las ganas de hacer lo que después ocurrió.

Viernes 11 de junio. Llego a Madrid a primera hora del mediodía a tiempo de tomar posesión del piso en la zona de Lavapiés, que dista poco de la Sala Caracol, donde de noche comenzará el festival, y de esperar la llegada desde Milán de Santrino, el único que ha decidido seguirme en tierras españolas, haciendo en seguida amistad con la barra de distintos bar de tapas madrileños. Cita en Embajadores... el tiempo de saludarnos, de presentarle primero la casa y después alguno de mis nuevos amigos (los más sustanciosos), y ya estamos en la fila para coger la pulsera que al precio de setenta euros deja libre acceso a todas las propuestas del festival. La fila se empieza a alargar y se nota en seguida que no estamos en Roma, y esto me da gran satisfacción; una vez dentro nos vienen dados todos los prerrequisitos para una buena velada... un local muy eficiente desde todos los puntos de vista y sobre todo a un volumen alto, pero que muy alto... como en seguida nos lo muestran las selecciones de 45 vueltas de los diez dj's que a turnos se alternarán en los platos durante la demostración. Entre otros descubro que está también Bone... cantante voz armónica de los holandeses The Anomalys, un grupo que me ha enamorado desde la primera escucha... Sorry state... poco a poco la sala se llena y asimilamos en seguida que a los españoles les gusta llegar tarde... nosotros esta vez hemos llegado con anticipación... y sobre todo que para ellos el rock&roll es casi un vicio... indiscretamente alcohólico&estupefaciente... pero también nosotros en materia hablamos la misma lengua... y por fin en una sala que sigue llenándose... comienzan los francese Mean Things... un garage punk sudado y de huesos al cuello... malo como el primerisímo Henry Rollins... orgánicamente distorsionado como al golpear en unas teclas disociadas... como inicio no está mal... al final los tres trasalpinos sobre el palco han puesto mucho de sí mismos y por los aplausos entiendo que también el público ha apreciado su esfuerzo... otra sesión de dj que calienta a todos los presentes, aunque nunca como el anuncio por el micro en perfecto estilo rock¬roll de los Grave Digger V... lo he escrito en mayúsculas como la actuación de esta legendaria banda de San Diego... el señor Leighton es un mesías del garage... la banda no está para nada oxidada y tal vez ha desengrasado sus viejas bujías... sirva como prueba de ello que el espectáculo prende fuego sobre el palco... abajo la situación está cargada... la gente baila y se divierte... (entonces, joder, no es posible)... tal vez sea sólo cuestión de latitud... cuando el mesías se corta con la pandereta y salpica sangre de su mano le pido el milagro... de importar esta locura exaltante, también donde vivimos nosotros. A quien pueda le recomiendo disfrutar de esta formidable banda también en el “Beat Festival” de Salso Maggiore Terme en compañía de las santidades The Sonics... el fomento está garantizado también para los más intransigentes. Para acabar el primer tiempo del festival, y quedándonos en la coyuntura del Mundial, tan actual en estos días, contamos con los Birds... pena es que respecto a la alineación original el único jugador titular en el campo sea la voz solista Ali McKenzie... contar con Wood tal vez hubiera sido realmente mucho pedir... pero nos acontentamos y de hecho nos hemos divertido igualmente escuchando su rhythm & blues entre el que se encuentra You're on my mind e Leaving here... pero terminado su espectáculo nadie tiene ganas de dejar la sala Caracol y de hecho todos parecen tener la intención de seguir los ritmos ardientes que la alternancia de los dj's sacan de sus equipos... se baila, se suda, se bebe; nosotros somos de la misma opinión y la velada acaba cuando el día empieza... volviendo a casa con paso tambaleante Santrino y yo tenemos la sensación de que venir a Madrid ha sido una idea genial... y es sólo el primer día.

Sábado 12 de junio. Al mediodía está prevista la actuación de nuestros paisanos Love Boat en el Boca del Lobo, detrás de la Puerta del Sol... pena que el sol se haya quedado en casa y que la lluvia torture Madrid ya desde la mañana... nosotros encontramos refugio en el mercado de San Miguel, donde vale la pena dejarse caer para respirar la movida española en su verdadera esencia... vale, vale... esto nos hace llegar con un ligero retraso pero también nos muestra la sala de este pequeño local bien abarrotada, con muchas caras ya vistas la noche anterior pero algo más hechas polvo es sólo el aperitivo alcohólico que marcará el ritmo sin pausa del resto de la jornada... los Love Boat saben como se hacen las cosas y las dimensiones minúsculas del escenario les hacen parecer unos gigantes... dobre guitarra y batería... el público pide siempre más y ellos sudados a tope no se guardan nada en la manga... Wait for a long time... parece una canción del verano... yo después espero no tener que esperar a verlos mucho tiempo en Roma... la cosa es realmente divertida y después del directo aún quedan selecciones de vinilos a gogó... en el piso de arriba conozco a los chicos de la Misty Lane Records, que vienen con su chiringo montado directamente desde nuestra capital, con los que chegan pocas palabras para maravillarnos del hecho de que sean las 6 de la tarde y un local esté tan sumamente lleno que no haya espacio ni siquiera para que entre la luz exterior... por allá, joder, todo parece indicar que se viva con luz artificial... pero por suerte ahora estamos en la capital española y la música es otra historia.

Por la noche llegamos tarde a la sala Caracol, ahora ya hemos entrado de lleno en las usanzas y costumbres ibéricas, y nos perdemos el directo de los holandeses De Keefman... pero toda la lluvia que hemos pillado por ahí y los piés dentro de las All Stars reclamaban una parada en casa más larga de lo previsto. Llegamos justo a tiempo para ver la entrada de los austríacos JayBirds... que parecen los primeros en divertirse arrastrando a todo el público a la espera de los Standells. Cuando el telón se abre de nuevo en el escenario uno se da cuenta de que ha pasado mucho tiempo desde que el cuarteto estadounidense regalara perlas de puro garage... será que la espera era mucha, será que en los días anteriores a mi partida había consumido literalmente su disco, será la irrepetible emoción de ver a estos sagrados monstruos en su debut europeo, pero comienzo a disfrutar del espectáculo sólo cuando oigo el inicio de Sometimes good guys don't wear white... de hecho todos ellos van vestidos de negro... se relajan y la platea arde en llamas... nunca había visto un mar de personas excederse así en tanta animación... el espectáculo vale el viaje y el dinero gastados para afrontarlo... la actuación en vivo de los Standells se cierra con sonrisas y sudor con la inevitable Dirty water y todas las veces que pinche esta pista en mis platos me acordaré de como cuatro señores por encima de los sesenta aún no tienen una mierda que envidiar a sus mismos nietos. Después los dj's toman en mano la situación y se tira para delante sin parar hasta la mañana... parece que nadie quiere que acabe la magia de estos dos días delirantes en los que ha triunfado la música, la diversión y las ganas de estar presentes en este espectáculo descomunal.

Enhorabuena a todos... a la organización, a los grupos, a los dj's, a los espectadores, a nosotros por haber estado allí con la certeza de que no será ni la primera ni la última vez que volveremos a esta estupefaciente ciudad en la que uno consigue divertirse sin demasiado esfuerzo intentando hacerlo... en nuestro equipaje de mano metemos también unas pocas ganas de remover las aguas de nuestra ciudad eternamente parada.

Freddie Koratella (Dead Music dj-set

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Feedback:

 pall youhidemeOpen new window writes: PS. Freddie Koratella sul suo blog @ myspace ha linkato anche qualche video della serata.
(23/06/2010 16:41:00 - ip: 89.97....)
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