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Avant!

records

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Intervista ad Andrea Napoli

 | Antoine
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Era già da diverso tempo che volevo proporre ai raffinati lettori di Komakino quattro chiacchiere doverose col prode Andrea Napoli = batterista dei postpunkers His Electro Blue Voice, nonchè tenutario della Avant! Records di Bologna: ad insindacabile giudizio di chi Vi parla, una delle più belle realtà nel giro delle etichette indipendenti noise/wave et derivati... - e non solo d'Italie (sarebbe troppo facile). Eccole.


***

Antoine:- Ciao Andrea, iniziamo nel modo più originale: quando e come è nata la Avant!? Ci presenti un po' il lavoro svolto finora?


Andrea Avant!: Allora la Avant! è nata a fine 2007, principalmente perché col mio gruppo His Electro Blue Voice avevamo in ballo quella che poi è diventata la prima uscita AV!, il 7'' split con i Nuit Noire, che sono un gruppo che avevo scoperto poco tempo prima rovistando nel putrido underground (post)black metal e con cui ero entrato in contatto per comprargli il Cd. Da lí ho fatto sentire a Tenebras, main man della band, il mio gruppo e a lui sono piaciuti tanto da voler fare un 7'' split (l'ultimo di una triade, dopo i due rispettivamente con Call Me Loretta e Circle Of Ouroborus). L'idea dell'etichetta già mi era venuta e quella è stata l'occasione per realizzarla, in realtà all'inizio con l'aiuto di altra label perché di certo non mi potevo permettere di pagare tutte le spese di una produzione da solo, cosí dal nulla. Dopo questo 7'', che per la cronaca andò molto bene, il che non fu ininfluente sullo stimolo datomi, sono entrato in contatto con la (ella fu) Disordered con cui co-produssi il primo 7'' dei Black Bug, duo/trio svedese di synth punk ultra-feroce. Da lí in poi ho sempre prodotto tutti gli altri dischi da solo, a parte due ulteriori coproduzioni (il 7'' dei Cusack e il 7'' split tra Virus e Dots) che però, appunto per questo, non sono uscite AV! ufficiali, ma più una cosa in amicizia, per dare una mano a chi se lo merita, anche se da solo non posso produrli io in toto.





Antoine: - Ci sono delle etichette che in qualche modo ti hanno ispirato, anche solo come approccio? E qualcuna con cui vedi punti di contatto con la tua, tra quelle moderne?


Andrea Avant!: All'inizio sicuramente la SS di Soriano, perché è stata la prima con cui ho avuto un'esperienza diretta. Ultimamente una label che mi piace molto è la Release The Bats di Goteborg.


Antoine: - Riesci almeno a tornarci con i costi o lo consideri solo un hobby? Che tipo di utenza e obiettivi ha la tua label?


Andrea Avant!: Ad oggi rientro con i soldi in modo tale da pagare l'uscita successiva, magari facendola un po' più carina (vedi vinile bianco per Cccandy). Se cosí non fosse non potrei andare avanti, dove li prendo i soldi per stampare roba nuova? Tipo di utenza, in genere i ragazzi che seguono un po' la musica che seguo io, poi a volte arrivano ordini da perfetti sconosciuti dal Canada e dalla Germania. Obiettivi... a livello di ''poetica'' dell'etichetta, testimoniare quanto di buono e valido c'è in Europa (soprattutto ma non solo) dei generi che tratto io: post-punk, garage deviato, l'elettronica più zozza e vicina, appunto, al punk... anche un po' di industrial primordiale non mi dispiacerebbe trattare, e infatti nelle prossime uscite qualcosa del genere ci sarà, ma sempre roba, a mio giudizio ovviamente, originale e personale. Niente stereotipi o cloni dei cloni di un certo sottogenere.





Antoine: - Fai tutto da solo o dividi il lavoro con qualcuno? Dicci l'iter tipo di un tuo disco...


Andrea Avant!: Faccio tutto da solo, sí, a parte per la questione master, per cui mi appoggio a qualcuno, diverso di volta in volta, per l'ottimizzazione dei livelli per la stampa analogica, e per le grafiche che in genere (a parte per il disco dei MSJ e quello di Cccandy – che ho fatto io) vengono fatte dal gruppo. Per il resto cerco sempre di avere gruppi con cui sia possibile una buona comunicazione, che siano disposti quanto meno a parlare di quello che vogliono fare uscire, a confrontarsi. Per dire, se io e il gruppo vogliamo fare un singolo, le due canzoni che mi danno mi devono convincere al 100%, se una non mi piace non soprassiedo, lo dico. Non voglio mettere soldi e tempo per una cosa di cui non poter andar fiero. Insomma non voglio qualcuno che mi dica ''Questi sono i pezzi che ti diamo, saluti''. È successo di recente ed infatti la cosa non è andata in porto.


Antoine: - Distribuzione... fai tutto da te, ti appoggi a qualcuno...


Andrea Avant!: Ovviamente senza un minimo di distribuzione soccombi, perché per una label come la mia è impossibile pensare di vendere 300/500 copie da solo... magari! Diciamo che ci sono un po' di mailorder che, a seconda del titolo che pubblico, prendono un po' di copie – il che appunto è indispensabile – e poi tanti scambi, che mi permette di avere un minimo di distro e di portare in Italia dischi che altrimenti, in effetti, non vedo molto in giro. Sarà che non li conosce/non li vuole nessuno. No, non è vero, anche la distro va abbastanza bene in realtà, anche se sono sempre poche copie.


Antoine: - Finora hai stampato rigorosamente in vinile tutte le uscite, pensi di continuare solo con caro vecchio formato? Mi dicevi tempo fa che la gente che ti compra i dischi generalmente non vuole i cd...


Andrea Avant!: La Avant! è nata con vinile e andrà avanti col vinile. Anche volendo non ho le risorse per permettermi una stampa su più formati, perché il vinile lo farei comunque; una versione Cd di un'uscita per dire sarebbe un 'di più', ma non me lo posso permettere e poi, sí, non so neanche quanto avrebbe senso/quanto andrebbe bene. L'unico caso in cui un Cd ha effettivamente senso è quando fai un ristampa/collezione per cui hai un totale di materiale che non starebbe nei tempi del vinile (20 minuti per lato). Però anche in quel caso preferirei (essere in grado di fare) un doppio LP.


Antoine: - In cosa consiste la 'promozione' per un'etichetta come la tua, immagino mossa da passione e nient'altro ? E che aspettative hanno i gruppi con cui hai lavorato finora?


Andrea Avant!: La promozione si limita a quelle copie che mando qua e là per le recensioni e quelle, ancora minori in numero, per le radio. Queste ultime a volte neanche esistono aha... Le aspettative dei gruppi, beh, immagino avere un disco che suoni bene, fatto e stampato bene, distribuito bene per quanto possibile, dato che non ho un distributore fisso nazionale o internazionale - tipo Revolver negli USA, Forte in UK, Goodfellas in Italia - come invece hanno label più grosse. Sostanzialmente il gruppo si prende il 10/15% delle copie (gratis, ovviamente) e il suo nome gira un po' con le recensioni che arrivano.


Antoine: - Quali sono le tue ultime produzioni?


Andrea Avant!: L'ultima uscita è l'LP 'Lonesome Berlin' di Cccandy. Prima erano usciti, in contemporanea, il 7'' dei Krysmopompas ('Gesa') e quello dei Feeling Of Love ('Waiting For The Cheerleaders To Get Drunk'), tutti e tre ancora in catalogo.


Antoine: - Tra i dischi Avant! si può trovare black metal (Nuit Noire), NDW (Krysmopompas) o, diciamo, rock'n'roll... per quanto deviato (Movie Star Junkies, Feeling Of Love)... ma tu hai un rapporto privilegiato con una scena, piuttosto che un'altra?





Andrea Avant!: Il fatto è che l'etichetta cresce come me e quindi necessariamente risente dei mie cambiamenti di umore o di gusto. Magari tra un anno farò un disco ad un gruppo che oggi non prenderei neanche in considerazione. Comunque no, non mi sento di appartenere a nessuna scena in senso militante, condivido tanti aspetti diversi con diverse sottoculture (la voglia di divertimento e di casino del garage, per dire, e certe fascinazioni più estreme dell'industriale e derivati vari). Talvolta ho dei dubbi se questo o quel gruppo c'entri con la label ma alla fine butto fuori quello che mi piace e cosí la Avant! diventa quello che io la faccio diventare. D'altra parte perché dovrei limitarmi ad un orticello angusto se io per primo non sono il tipo, ad esempio, che compra tutti i dischi di una micro micro scena e ignora tutto il resto?


Antoine: - Una cosa di cui mi è capitato di parlare spesso con persone che a vario titolo si muovono nel mercato di nicchia, e cioè la faccenda downloading. Anche nel giro fu-underground molti pensano sia la fonte del declino di tutto, altri (come me) che l'informazione deve essere comunque libera. Le indies sono davvero colpite nel portafogli, oppure bene o male il loro pubblico le supporta ancora e grosso modo rode solo alle majors e a qualche triste burocrate della siae?
Io, come praticamente tutti quelli che conosco, scarico diversi dischi ma li compro anche, e anzi ne compro più ora, rispetto a quand'ero più piccolo: magari leggevo di gruppi presentati come seminali che però poi non riuscivo a trovare da nessuna parte e ho solo potuto immaginare per anni come potessero suonare.
Inoltre trovo che molte vecchie glorie dimenticate (anche giustamente) dell'industrial o della coldwave - tanto per dire - siano state ampiamente beneficiate dal rinnovato interesse di tanti blog che magari mettevano in condivisione il 7'' dell'82 reperibile solo sborsando un centinaio di euro su ebay... e magari qualche mente illuminata (e/o calcolatrice) li ha poi ristampati. Che mi dici a riguardo?


Andrea Avant!: Sicuramente per quanto riguarda i dischi sold out, sia da poco sia da tanto tempo, è solo un bene che si possano trovare gratuitamente online, sui blog o sui software p2p. Come anche i dischi vecchi, siano classici o più misconosciuti: il web è un fonte di materiale che diversamente sarebbe difficile da reperire o condannato a restare ignoto. Per le uscite nuove la questione è più complicata: io da utente un disco lo voglio sempre sentire prima di aquistarlo. È quasi impossibile che compri a scatola chiusa. Anche quando si tratta di gruppi che potrei acquistare anche senza aver scaricato, alla fine cerco sempre di trovare la versione mp3 prima. C'è da dire che questa cosa, per le etichette, può essere un'arma a doppio taglio perché se poi il disco non ti piace, GIUSTAMENTE, non te lo compri. Oppure magari ti piace, ma dovendo sempre più fare una cernita tra la montagna di dischi che esce ogni mese, spesso ti devi accontentare degli mp3, perché non puoi permetterti tutti i dischi ''buoni'' che escono, ti devi limitare a quelli che veramente vuoi. Diciamo che, in maniera forse un po' brutale, viene premiato il merito e la libera decisione dell'ascoltare, questo sí.


Antoine: - Qual'è la tua opinione sulla situazione attuale d'Italia... gruppi, spazi per suonare etc... cosa/chi vedi di buono e cosa proprio non va?


Andrea Avant!: Mah, stando a Bologna devo dire che non mi possono lamentare. Passa davvero la maggior parte delle cose che mi interessano, dal garage al noise, ai gruppi più grossi. In Italia in genere ho l'impressione che, al di là di Bologna, Torino, Roma, Milano e qualcosa nel Nord Est non giri molta roba, ma forse è anche una questione che non c'è tutta sta gente che la reclama.


Antoine: - Hai appena stampato l'lp di Cccandy... io l'ho trovato davvero buono... è minimal, ci son cose alla Dark Day, ma è proprio... come dire... a sistema binario (è un complimento eh), grezzo, scazzato e poi i testi son fantastici :) presentacelo quindi.


Andrea Avant!: Cccandy è stata una scoperta fatta al 100% sul web, cosí, girando di myspace in myspace, tempo fa. All'inizio l'idea era di fare un 7'' ma poi, considerando che c'erano tutti i pezzi per fare un album e parallelamente alla mia ''nuova politica'' di fare, quando possibile, 12'' invece che 7'', abbiamo optato per l'LP e oggi ne sono molto contento. Il disco, considerando che sostanzialmente Cccandy è sconosciuto ai più, anche del giro garage-wave (in effetti ha fatto solo un singolo e una cassettina autoprodotta prima dell'LP), sta andando bene e credo che i pezzi siano tutti validi. Quasi classici, nella loro immediatezza. Credo che abbiano un feeling, un umore proprio, che ben si sposa con la riscoperta (ormai moda) di certe sonorità, senza per questo essere la fotocopia di qualcun altro.


Antoine: - L'indipendenza si misura solo dalla presunta intransigenza sonora della proposta? Non so ma tu, ma io ho trovato tanti egotici, avvoltoi e/o o mancati manager rampanti stile Milano 2 anche tra i sedicenti 'indipendenti'...


Andrea Avant!: Più che questo, talvolta ho la sensazione che la gente si butti su certe cose per moda, anche se questo non vuol dire che ci guadagnino niente, in realtà. Ecco, magari l'accordarsi ad un certo trend, solo perché tale, lo trovo poco sensato, dato che appunto, a questi livelli, non è che ci guadagni qualcosa sul serio.





Antoine: - Con che spirito lavori e scegli gli artisti e che importanza dai al rapporto umano coi gruppi, chi ti compra i dischi etc?


Andrea Avant!: Sostanzialmente cerco di trovare delle band che, con il loro sound, abbiano qualcosa da dire, che mettano del loro, che contribuiscano ad allargare gli orizzonti possibili della musica/delle musiche che mi piacciono. Il rapporto umano con i gruppi è importante ma non fondamentale; quello che è basilare è che ci si capisca, che il gruppo non abbia atteggiamenti scostanti, pose da rock star dei poveri o cose del genere. Poi non pretendo che siano le persone più simpatiche del mondo, anche perché la maggior parte di loro non li ho mai conosciuti di persona. Poi certo quando questo accade come mi è successo con i Movie Star Junkies e i Feeling Of Love è molto più bello, ma l'importante è che ci sia una comunanza di intenti, un'affinità di spirito, disponibilità e buona comunicazione. Questo è irrinunciabile, il resto è un surplus che se c'è, ottimo, se no, non è tassativo.


Antoine: - Qualche gruppo che sogni di avere in catalogo?


Andrea Avant!: Mah, più che atro spero di riuscire a fare sempre i gruppi che vorrei fare.


Antoine: - Progetti futuri, so che hai in programma un 12'' dei Cult Of Youth... che altro?


Andrea Avant!: Sí, adesso è in stampa 'Filthy Plumage In An Open Sea!', un 12 '' con sei nuovi pezzi di Cult Of Youth, una della cose più interessanti in ambito ''neo folk'' uscite negli ultimi anni. Sarà fuori per metà Giugno credo. Dopo l'estate uscirà l'LP degli Scorpion Violente, cui seguirà, spero, un tour italiano che ora stiamo vedendo di organizzare. Poi dopo non so, ancora nulla di fissato per ora.


Antoine: - Se il manipolo di stronzi che ci governa mettesse fuori legge tutta la musica rnr-noise-punk-wave, quali dischi culto ti porteresti in un paese migliore?


Andrea Avant!: Ah, la solita domanda infame! Non so, dovendo scegliere con l'accetta direi (riservandomi la possibilità di ritrattare in qualsiasi momento): i primi tre dei Gun Club, il primo dei Neu! e degli AAmon Düül II, 'Filosofem' di Burzum, Ulver, un po' di roba dei ''nuovi'' Darkthrone, e un mix-tape con Sturmpercht, Werkraum e altre amenità ''neo folk''... boh e molto altro ovviamente...


Antoine: - In conclusione è d'obbligo menzionare il tuo gruppo His Electro Blue Voice... che combinate?


Andrea Avant!: Combiniamo che abbiamo un po' di roba in uscita: un 7'' su Bat Shit, un 12'' su Holidays e un altro 12'' dopo l'estate ancora non si sa per chi. Tutte e tre le uscite sono dei singoli nel senso che hanno un pezzo per lato, da 5 min per il 7'' e da 10 min per i 12''. Insomma una triade in cui abbiamo allargato un po' i nostri orizzonti e messo alla prova le nostre potenzialità. Personalmente sono molto soddisfatto dei risultati poi giudicheranno gli ascoltatori.


Antoine: - Mah, quello che vuoi.


Andrea Avant!: Quello che vu'Oi!


Antoine: - ''Ah, laida Bologna!'' (fischiettare) [cfr. Nabat, ndpall]


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