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Rain Machine

live @ Brancaleone, Roma 26 ottobre 2010, ingr. 10 euro

https://www.inkoma.com/k/2831

w/ Gripweed

 | nicola basile
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Foto by Alfie Shot


Serata atipica al Brancaleone di Roma, luogo che è diventato nel corso del tempo un club e che non ospita generalmente molti concerti, ma Live Set e soprattutto Dj set con ospiti di fama consolidata. La serata prevedeva un tris di proposte che si sono poi ridotte a due: Il concerto di Rain Machine, quello dei calabresi Gripweed  ed un set che non ha poi avuto luogo, di una coppia di Dj di Cosenza che sembra si diano molto da fare organizzando una festa che va sotto il nome di Partyzan, esportato ormai in tutta Italia.

Il concerto inizia molto tardi, con la prova dei Gripweed. Quattro ragazzi sul palco, 3 laptop e molta altra strumentazione per generare quello che loro stessi definiscono un suono debitore dei Junior Boys. E in effetti le somiglianze con il duo di Hamilton non sono poche. Alcune canzoni scorrono bene, anche se a volte sembrano leggermente disarticolate, che tradotto vuol dire mancanza di produzione. A tratti il cantante usa il vocoder, che però non sembra essere sempre funzionale alla resa dei pezzi. Comunque carini, nel loro tentativo di creare la loro via personale al synth pop.

Segue poi quello che dovrebbe essere l'evento della serata e cioè il concerto di Rain Machine. Presenza scenica indiscussa quella di Kyp Malone, afroamericano di stanza a New York e già conosciuto per essere il chitarrista e la seconda voce dei Tv On The Radio. Il gruppo, composto da sei strumentisti fra cui una violoncellista, si dimostra dall'inizio molto compatto, dando subito prova di quello che è il tratto caratteristico del loro suono: un'attualizzazione delle lontane radici africane del nostro, il quale comunque sembra limare ogni tentazione sia essa gospel, folk o ancora soul, caratterizzando con la sua voce molto particolare tutto il set. Ecco allora eseguiti quelli che sono i pezzi migliori del disco d'esordio: “Smiling Black Faces” o “Give Blood”, mentre Kyp ha tempo di lanciarsi anche in una performance solista che suona come un'invocazione a chissà quale dio. Poi tornano i sodali sul palco e allora nuove scariche elettriche tagliano l'aria del Brancaleone e sembrano molto apprezzate dal non foltissimo pubblico accorso a celebrare questo moderno santone urbano. Complessivamente un buon concerto, scandito da frequenti applausi, anche a metà delle canzoni, a dimostrare quanto il pubblico sia già molto affezionato a questa nuova band.

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