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Le cimici nel letto

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Le cimici nel letto - scritto | Varie

Le cimici nel letto.

Beh. L'unica cosa che gli aveva portato conforto, è che ci sarebbe stato un giorno in cui tutte quelle persone sarebbero state oramai da tempo morte, e nemmeno più nessuno a ricordarle. Tutto futile. Ma chissà quanto avrebbero scalfito quel paesaggio nel frattempo. Le sue cose. - No, mi sbaglio, non era che magra consolazione, - non se ne fa nulla. Camminava, e per ognuno che incontrava sentenziava una voce dentro la sua testa muori, per il prossimo che incrociava muori, per la vecchia con il vestito a fiori e i capelli in calvizie crepa putrida. E sentenza di morte anche per il di lei coiffeur, - sicuramente le aveva dato appuntamento una mattina presto, ben attento a chiudere le tende, perchè le belle ragazze a quell'ora non si sarebbero ancora presentate. Per i due piccioncini che si baciavano senza lingua, solo bocca controbocca immobili, ostriche del tao, vedila marcire, per la ragazza che sorrideva senza bisogno di lui e non necessitava di girare la testa dalla sua parte cristo, ti amo, muori, per la fighetta di papà, rimani incinta. Un tizio magrebino per strada gli aveva venduto un manufatto a forma di tartaruga, dicendo che porta fortuna, te ne do due.. - gliel'aveva messo nella mano, camuffando un'amichevole stretta, gli aveva detto il suo nome presentandosi, - dimenticato, - lui deluso gli aveva dato un soldo e qualche centesimo, ma il tipo, quasi infastidito, aveva accettato solo il soldo, niente centesimi, e solo un portafortuna, il sorriso era sparito, e già andava a offrire la sua fortuna al prossimo tuo. La fortuna come la tartaruga sarà sicuramente stata lenta a venire. Ma allora che fame è la tua? - Una persona era lí, inginocchiata vicino a lui, con un cartone che scriveva ho fame, aiutatemi a mangiare. Certo non voleva essere imboccato, e nemmeno che gli si insegnasse la retta via per utilizzare forchetta coltello e cucchiaio. E certo l'aiuto non sarebbe mai stato sufficiente. Puzzava. Puzzava anche la sua invocazione all'umanità, e l'umanità non voleva vederselo più ronzare attorno. Nessuno si guardava in faccia, se non per mettere un'irreparabile onta di broncio. Luccicanti, eppure tutti spenti, e trendy ma pur sempre deformi sotto la seta. Che nessuno invada lo spazio segreto dell'altro! Destino odioso, ne sentono i fumi, se lo arrotolano nelle cartine e se ne intossicano i polmoni, non solo i propri, - inspirano di gran lena, tirano una boccata, la vomitano fuori, dicono ne godono, poi si ritrovano da soli, o a ridere tutti insieme più forte. E bisognerà ubriacarsi, per poter far venire lo sforzo in volto, collassare, e avere una buona storia da raccontare la prossima volta, che vanto, - per poter riuscire a ficcare, a strofinarsi, a farsi riempire. Anche lui aveva la sua bella schizofrenia, e la sua era migliore, più giusta. Certo. Se ne riguardava bene e la coltivava, le metteva il guinzaglio e la portava a spasso. Le faceva espletare i suoi bisogni davanti allo specchio, in solitudine, sgranava gli occhi e teneva la bocca aperta, tendeva le carni, - e poi passata la crisi tornava nel gran mondo, diplomaticamente assegnatosi a impegnarsi il meno possibile nel farsi coinvolgere. Una ragazza gli fa tu mi puoi aiutare? sei pratico, lui l'aiuta, lei è carina, tanto, lei vuole lui le segga accanto, l'aiuti, e improvvisamente gli tiene la mano, gli poggia la testa sulla spalla, l'ha scelto. ma perchè?, gli tiene una mano, gliel'accarezza, dolcemente, lui la ritira, non prendermi in giro.. Lei brontola, accavalla le gambe, le scambia, si tira giù il lembo della gonna sino alle ginocchia, oggi quanta gente ti ha fischiato dietro?, lei veste provocante, fa squallido, in nero, ma è giovane, un bel pò di gente, ma perchè? che bisogno ne ha? sono stata a trovare mia nonna, ho viaggiato in treno tutta la sera, sono qui ad aspettare di andare a casa di un amico, lui torna dopo, fra un paio d'ore, - due che ho incontrato mi hanno chiesto se ho fumato una canna, dice rossa pallida in volto, gli occhi annacquati, carne debole, belle labbra, - infatti hai un viso sconvolto.. hobby? ti piace bucarti? - spaventata, noooo! Cambia argomento, gli riprende la mano, lui la ritira perchè mi prendi la mano? Nemmeno mi conosci.. Lei protesta - ma mi piace! Lui - Fai sempre cosí con gli sconosciuti?, Lei - Quello ti guarda male, è già la seconda volta; - Certo che mi guarda male.. mi guardano tutti male.. mi hai rimorchiato, magari mi farai anche menare, non INDICARE! - Lei si aggiusta la lampo degli stivali, - alti e neri, in pelle, veste tutta in pelle. E il ragazzo da cui vai? E' carino? - Lei - ti posso dire la verità?, come confidando un segreto, No, sorride, non è carino.. siamo amici, lo vado a trovare; lui ci andrai a letto?, lei, dammi il tuo numero.. cosí la prossima volta che torno ci vediamo, gli poggia la testa sulla spalla; lui - non ci penso proprio, e tu non dovresti fare cosí con la gente.. questa volta ti è andata bene.. - sei uno stronzo! sei cattivo.. Un altro broncio.. Che vorresti da me? - Niente, che stiamo insieme ancora un pò. - Lui, Siamo insieme da due ore.. Io devo andare fra poco, te l'avevo detto. - No, rimani, e gli riprende le dita di una mano, le stringe, le tira, se le attorciglia, e gli poggia contro le gambe semi nude. Che fai? Smettila.. - Lei, ragazzina, ma che vuole quello? E' la terza volta che passa qui e ti guarda male.. - Lui ho detto smettila.. non voglio guai. Senti, me ne vado, non è il caso.. - Lei: sei cattivo; - Lui, sorride, non immagini quanto, ma oggi è cosí. Senti.. io ora vado, sta attenta, fa la brava, non fare cazzate.. Ciao. Lei nemmeno lo guarda andarsene, - resta lí, a combattere con la tecnologia. Magari era vero che era in città per andare a fare la veglia alla nonna. Che crepasse la vecchia. Che noia. Crepassero tutti, i commessi prima di tutti, poi quelli in toga, quelli dei bottoni, quelle che hanno le chiavi, quelli che chiudono i portoni, le ninfomani, i figlidipapà con i pantaloni bucati. Uno gli aveva scritto, 'senti questo nostro disco e ti verrà voglia di spaccare tutto'. Per prima cosa io spaccherei questo cd. "Punk nella testa non nella cresta". Bel dogma.

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