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Lili Refrain

w/ Quiet in the Cave + The Drop Machine

https://www.inkoma.com/k/2001

live @ sinister noise, Roma, 28 maggio 2009, - ingr. 5€

 | pall youhideme
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Ero lí per sentirmi Lili Refrain, di cui sono fan dopo un incontro random su myspace. Non conosco in città altre pulzelle che si fanno di Loop station RC2, voi? E che sanno anche cantare nemmeno fossero Diamanda Galas? E che sono pure virtuose della chitarra? Appunto, nemmeno io.
Quindi sono diventato suo fan. Unsigned, con un CDr all'attivo, - che io ho comprato avidamente, - ottimamente confezionato in cartoncino nero (recensione a venire).
Il suo stile Lei lo chiama guitar shippinghead, o in siculo, 'scippatesta', come spiega con tanto di cartelli, introducendo il suo set.
Ovvero come fare musica solipsista tramite una sonda sonora ad anelli concentrici di loop sopra loop della sei corde, suonata e battuta, il tutto incorniciato da vocalizzi e cantato che Lei dice no sense.
Insomma, qualcosa che a chi la fa piace molto, gli altri, punto interrogativo.
Il mio punto interrogativo invece stava a casa a leggersi un libro, dato che la di Lei speculazione sonora risponde tranquillamente ai miei gusti nonchè passione per digital delay, riverberi vari, Popul Vuh, e certa psichedelia musicale mesmerica fatta di krauti rock.
Non siamo in tanti al sinister noise, però almeno si sta larghi e freschi (vediamola in positivo..), tanto per cambiare.
Il suo set dura una ventina di minuti, c'è anche la parentesi dell'arrotino/ombrellaio, - cui lei imputa la primordiale natura di fruitore di  loop. Mentre suona ondeggia, si prende in giro, ogni tanto prende di metallo, e un pezzo lo dedica ai Concrete.
C'è da rimanere rapiti, io rimango rapito, ogni tanto si sorride sulle sue introduzioni ai pezzi.

I Quiet in the Cave sono in quattro, - non sono la mia tazza di té, ma sono ferocemente bravi nel Loro doom psichedelico, quasi grind, almeno nella voce, che inizia con un set cinematico, ad accompagnare le proiezioni sul soffitto di spezzoni di vecchi film, sino a sciorinare pura violenza sulle immagini di una puntata di Pingu, dacchè mi ha riportato alla memoria la definizione di Pingu che c'è sulla nonciclopedia, in questo caso, più appropriata. A inizio concerto il chitarrista cantante si prepara ai piedi una busta, che mi pare contenere qualche kg di carne di vitello o non so quale altro animale. Lí per lí ho pensato che fosse appena passato dal macellaio e non aveva fatto in tempo a posare la roba in frigo, poi una vocina nella testa mi ha suggerito di allontanarmi per evitare che magari come perfomance apriva la busta e gettava i pezzettoni contro il pubblico. Insomma, grazie, ma avevo già cenato. I Quiet in the Cave hanno fatto un set troppo lungo per le mia lasse ossa, e forse anche per quelle dei successivi Drop Machine, però nei momenti più selvaggi sono stati davvero ottimi, specie il batterista, una vera furia, precisa e con le braccia stile dea kali, con una collezione di piatti (7 o 8) che avrebbe fatto l'orgasmo di ogni feticista delle percussioni.
No, alla fine niente pezzettoni di simmenthal, - il cantante ha solo gettato il pacco chiuso tra il pubblico plaudente, con un sordo tonfo sul pavimento.

Ai Drop Machine dice sfiga che c'è qualche inconveniente tecnico, - ma definita la situazione del cavo incriminato, cominciano a sciorinare cavalcate senza posa, talvota con la voce satura di eco, una musica bruciante che non si allontanava troppo dal suggerimento dato dall'adesivo Godflesh (che credo aver letto) posto sulla chitarra del cantante. Anzi, bella chitarra, che marca è? La loro mezzora si protrae sino l'una e mezza di notte (sí), tra gli applausi dei superstiti, psichedelia nella distorsione, bruciori di stomaco, c'è una sorta di catarsi collettivo. Magari tutti avremmo chiesto volentieri un bis, ma il coprifuoco del locale era lí lí, quindi hanno spento le giostre.

W Pingu.

Lili Refrain
Lili Refrain
Lili Refrain
Lili Refrain
Lili Refrain
Lili Refrain


Quiet in the Cave

Quiet in the Cave
Quiet in the Cave
Quiet in the Cave
Quiet in the Cave


The Drop Machine
The Drop Machine
The Drop Machine
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