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Feltrinelli dreaming

Fare le vasche a Roma in via del corso

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Feltrinelli dreaming - Fare le vasche a Roma in via del corso | Varie
Fare le vasche a Roma in via del corso non è mai stato il mio forte: è cosa buona solo per aumentare il mio fastidio per il contatto (pur anche visivo) con la gente e contare i merdonald che spuntano come l'ortica (vedi la fagocitazione del Caffè Aragno (già Motta), - chissà quanti ordinano un happy meal dove De Chirico magari sorseggiava un té).
Figurarsi in via del babuino, che di gente ne ha meno, ma di negozi per nababbuini schiccosi ne ha di più: troverete ai piè della tipica architettura capitolina vetrine minimal dedicate unicamente ad una scarpa da 600€, un vestito a frange di metallo da mille e cinque, il tutto illuminato da un Sole proprio; - spezzano la passerella dell'alta mota (ok, moda) solo la chiesa dedicata alle All Saints, quella di S. Anastasio (fatto martire per il proprio nome) e un'edicola, dove chissà, magari anche l'edicolante stesso riesce a darsi un tono.
E poi, una libreria all'improvviso, una feltrinelli. Perchè se gli itaGliani non leggono, questo non significa che non ci siano librerie. Anzi, anche i ricchi leggono. Credo. Ma sí dai. Altrimenti chi se lo legge il libro sul bon ton della Parodi? Ok, la comunità gay più hardcore e la casalingua di Voghera. In ogni modo imbattersi in quella Feltrinelli (e non nelle altre 16 di Roma) è stato tipo accorgersi dopo 15 anni che c'è l'ascensore accanto alle scale, dato che la libreria (leggo) è al civico 39/41 dal 10 dicembre 1964, ed è stata (ancora leggo) luogo d'incontro per l'intellighenzia del capitolino negli anni che furono. La scorsa domenica invece c'ero io, - la devoluzione è quasi completa.
In ogni modo è stato quasi come entrare in uno di quei palazzoni granitici e grigi-ci tipici della Roma del primo 1800, senza il ferreo 'dica' del Portiere di turno che termina la visita prima che inizi.
Entrando si vede subito sullo sfondo il cortile interno, quasi uno scorcio su una serra di banani, vista spianata da dei finestroni dove viene voglia di sedersi e sfogliarsi magari quel tomo posto là sotto a titolo Giardini.
Vedo subito una pubblicazione che mi sa di gratuito, e la scopro essere tale Satis Fiction, - altro ascensore accanto alla suddetta scala, visto che è dal 2007 che gira: ghiotta rivista letteraria, con gran sforzo creativo di logotipo (cioè Helvetica come Mutter l'ha fatto, nero su bianco, wow! - immagino il Loro designer nell'atto di assimilare il coporate identity, e le risate che si fa ancora al bar con gli amici offrendo da bere a tutti). Una buona lettura, un mucchio di ottimi consigli e inviti ad altre letture, - i.e. Monica Drake consigliata da Chuck Palahniuk (che le scrive l'introduzione di Clown Girl).
Feltrinelli, via del corsoMa non è ancora tempo di sedersi, - la piantagione di banani condominiali è più visibile facendo il giro della libreria, - e passato il corridoio con le foto in b/n dei suddetti celebri lumi, troverete di seguito sulla destra un paio di comodissime poltroncine di pelle di faccia ad un'altra vetrata, - e se servissero un buon caffè o una tisana fumante, beh, Vi potreste sedere lí un paio d'ore a darVi un tono d'autore in attesa che la principessa tal dei tali del piano di sopra litighi col papi e scenda decisa a sposare il primo ribbbelle di turno accomodato alla infeltrita feltrinelli: voi vi ricorderete delle regole di galateo di Cristina sul capitolo Relazioni, e nemmeno foste Raul Bova in quel capolavoro che fu Piccolo Grande Amore [nota: Vi prego, andate a vedere quanto costa il film..] la conquisterete.
 
Feltrinelli, via del corso
Feltrinelli, via del corso
Poi beh, sono uscito di lí senza aver comprato nemmeno un libro. Nemmeno quello di Cristina.
Però stasera si va alla Flexi, a incontrare Neil Swaab e il Suo pervertito orsetto, - ore 21.
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 federico writes: lafeltrinelli č il male
(13/10/2008 17:03:00 - ip: 79.52....)
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