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Barzin

w/ Blessed Child Opera + Sea Dweller

https://www.inkoma.com/k/1213

live 26 marzo 2009 @ init, - ingr. 10

 | pall youhideme
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Mi sono dimenticato a casa la fotocamera insieme al cervello, quindi non ho filmati e non ho foto. Cioè, ho un filmato, fatto tristemente durante il soundcheck con il mio cellulare interrotto da una chiamata in entrata, - e direi che il risultato non rende giustizia a Barzin, quindi lasciam perdere. E ho anche delle foto, che sono courtesy of Tamara, gentilissima.
Magari il filmato me lo tengo solo per far vedere che io c'ero quando le porte eran ancora chiuse. Me ne vanterò con le sbarbine, come quando dico "ma sai che io ho fatto la copertina del primo disco di Barzin?" - "Barzi chi?" - In effetti non lo dico mai a nessuno. Una delle tre versioni del primo disco. L'ho detto a lui, però, facendo una carrambata. No, non s'è strappato i capelli. Ma mi ha ringraziato. Beh, grazie a Te, anche perchè non l'ho fatto gratis. Però l'avrei fatto anche gratis. Voi no?
In ogni modo, ho visto diversa gente però armata tecnologicamente meglio di me, e immagino che a breve su youtube vi saranno risultati opportuni.
Barzin Hosseini per quanto mi riguarda è come nella foto sopra: un ragazzo con un sorriso e modi gentili, disarmante, tranquillo, romantico, come la sua Musica. Nato con la matita sugli occhi. Occhie belli e profondi. Tradiscono le sue origini iraniane. Parlata dal tono pacato. Le leggende dicono che non si sia mai arrabbiato in vita sua. Gli piace fare  fotografie, specie ai vecchi portoni (davvero!). Umile. Oh che bello quando un validissimo artista è anche umile.
Quindi nonostante il dj set fosse a tema - dico nonostante, perchè per quanto la selezione musicale fosse ottima, era priva di alcuna adrenalina, e quindi prima dei concerti, e poi durante i cambio palco dei gruppi, non c'era modo di svegliarsi mentre le tenebre ci avvolgevano e gli sbadigli ci collassavano, - nonostante ciò, è stata una bella serata.
Con i sea dweller si attacca verso le 22.40, per un breve set. Nessuno del pubblico capisce mai quando l'intro è finito. ok.
I Blessed Child Opera aprono le danze credo alle 23.15, mentre Barzin e compagnia a mezzanotte, per finire il loro set verso le 2am, con un unico bis. Ohmmioddio. In 5 ore mi sarei dovuto svegliare. Senza il condizionale. Mi sono svegliato in meno di 5 ore. Poi tre caffè.
Blessed Child Opera sono un pò un pezzo di storia segreta italiana, con il batterista Davide Fusco ex Trees, e Paolo Messere ex Ulan Bator e colonna portante della Seahorse rec.




Messere sembra Tom Petty fulminato da Black Heart Procession e Sophia. E' l'unico elemento mobile su palco, - l'altro chitarrista suona con l'archetto tessendo eleganti trame su delay. Messere nei momenti più elegiaci con voce sommessa e distrutta di malinconia sa toccare un ottimo pathos, - Christ is on the wall su tutte, struggente e declamante a modo suo.





La maggiore affluenza di pubblico è per Barzin, senza dubbio. La gente applaude come già si affaccia su palco, e già durante gli altri due concerti non ha fatto che ricevere saluti e strette di mano da tutti. E' accompagnato da un ottimo ensemble di quattro elementi, dove figura un imponente xylofono che regalerà magia a tutti. Comincia il concerto con Let's Go Driving, di cui un verso dà nome all'album precedente My Life in Rooms. Tocca due note, ed è magia. E' dolore. Come quando suonano Past All Concers, - sembrano quasi i Mazzy Star ma con lui alla voce. My Love suona come una hit, - I Like to know e Queen Jane  sciolgono i cuori, e l'audio in sala direi non faceva una pecca. C'erano un paio di ragazze accanto a me che facevano chiacchiera come se fossero sull'autobus, e a più riprese i bibliotecari le hanno zittite, sinchè non so chi le ha invitate ad uscire. Intanto Barzin suona quasi sempre ad occhi chiusi. Per qualche canzone ne fa un'introduzione, ad esempio per My Love - se non erro - dice, questa parla di quando si ama qualcuno che sappiamo è sbagliato innamorarcene.. in quel caso dovreste lasciar stare. Parole sante. Poi quando a fine di una canzone si ricorda di aver nei testi 'bring me jesus christ, anything..' basta che funzioni, si scusa col pubblico, dicendo che magari in italia potrebbe aver offeso qualcuno cantando di gesù.. io ho temuto qualche bestemmione di incoraggiamento, ma invece ci si è solo limitati a rispondere che il papa non era in sala, - quindi di non preoccuparsi. Risate.
In ultimo fa una cover di 'un altro canadese', Leonard Cohen, non chiedetemi quale, - e ritorna in meno di un minuto su palco per fare un unico bis.
Un bel concerto intenso, - chiacchierandoci dopo, lui e gli altri sono tutti contenti di sentirmi dire che il silenzio in sala che c'era è stato un vero e proprio segno di rispetto da parte del pubblico, - cosa insolita a Roma. - Nel frattempo il banchetto del merchandise viene preso d'assalto.


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