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Red Sparowes

w/ Doomraiser + ToMyDeepestEgo,

https://www.inkoma.com/k/1010

live Roma 06/05/2007 @ circolo degli artisti (org. da sinisternoise booking), ingr. 10€

 | Massimo Cisternino
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ToMyDeepestEgoToMyDeepestEgo
DoomraiserDoomraiser
Red SparowesRed SparowesRed Sparowes
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Che Giornata assurda ieri! Cielo plumbeo e nuvole obese in attesa di esplodere. Una sorta di panorama apocalittico. Un concerto come quello di ieri sera era perfetto per descrivere quel cielo in attesa, quel paesaggio gonfio di angoscia...
Sono arrivato al circolo alle 9 in punto in compagnia del mio grandissimo amico e fotografo Stefano a.k.a. Loto Nero. Dopo un'ora di attesa arrivano sul palco i ToMyDeepestEgo. Band emergente capitolina. Un breve ascolto sul loro myspace mi aveva dato un'immagine erronea del sound che mi aspettavo fosse rigido e privo di sfumature poetiche. Mi sbagliavo. Perchè i ToMyDeepestEgo hanno dimostrato di aver molta più creatività e consapevolezza delle proprie potenzialità musicali di molte altre band del panorama. Sebbene la loro musica sia in stretto rapporto con quella degli Isis sono riusciti a catturare l'attenzione del pubblico con dinamiche potenti e con un bilanciamento tra chitarre distorte veramente ben congeniato. Riposandosi successivamente su atmosfere più diradate teneramente avvolte nella spazialità dei delay digitali. Tutto questo malgrado un soundcheck ignobile che ha azzerato batteria e basso e che avrebbe di gran lunga ridotto la qualità della performance. Bravi! Me siete Piaciuti. Breve ma intenso perchè i pezzi erano pochissimi. Aspetto con ansia il loro debutto discografico su Subsound Records previsto per il prossimo Ottobre.
Dopo una splendida apertura che aveva generato un mood malinconico molto intenso il palco è stato lasciato in balia di un gruppo decisamente fuori luogo come i Doomraiser. Sembravano essere usciti dalle fantasie di un regista americano di film per teenagers che l'unica formula che è in grado di adoperare per rappresentare i musicisti metal è una sovrabbondanza di pelle e borchie. Arrivati sul palco in compagnia delle loro amiche birre in lattina Heineken più volte offerte a una fetta di pubblico (che in realtà erano i loro amici) si sono divertiti per più di mezzora a proporre un cocktail micidiale di provincialismo e riff alla Black Sabbath ultra lenti. Finale di intreccio trai manici di chitarre e bassi che hanno rivelato una fantastica figurina pin-up di una signorina nuda appiccicata dietro il corpo dello strumento (musicale) di uno dei due chitarristi. Non aggiungo altro.
Certo, dopo una caduta di stile del genere è difficile che il pubblico si ricolleghi immediatamente al flusso di immagini messo in moto dal primo gruppo. I Red Sparowes (con membi di Neurosis, Isis) si presentano con abat-jour rosse che vengono disposte sul margine del palco e un telone rettangolare dietro il batterista dal look alla George Hurley dei Minutemen che viene usato per proiettarvi un filmato. Edifici distrutti, volti disperati, risate dei leader politici... Fotogrammi che insistono su una retorica che francamente mi ha lievemente infastidito. Mi dispiace ma non bastano i frammenti sfocati alla Dog Star Man per evaderne. A questo punto la musica avrebbe dovuto superare la carenza generata dalle immagini ma non è stato cosí. Ai Red Sparowes bisogna riconoscere la bravura e l'estrema precisione nell'esecuzione ma l'insistere su un discorso musicale simil Godspeed che sembravano almeno in partenza aver superato ha tradito molto le mie aspettattive. Il pedal steel non è bastato a superare le barriere del post-rock. Era più un filo conduttore, un leitmotiv che avrebbe potuto respirare e urlare di più. Momenti violenti troppo poco ricorrenti e soprattutto sottomessi a quelli atmosferici che invece la facevano da padroni. I caratteri di quel cielo plumbeo sono stati un po' trascurati e il fascino sinistro abbandonato. Peccato. Forse parte di quel geniale progetto è stato portato meglio a termine dai ToMyDeepestEgo. [foto by loto nero, - thanks, ndk]

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