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{ posted by: federico immigrato e rifugiato}
2013

King suffy generator  - Il Quinto Stato
(6tx CD, I Dischi del Minollo rec 2013)

King suffy generator - Il Quinto Stato

Il Quarto stato di Pelizza da Volpedo ha per noi un altissimo valore simbolico. Vero. Il celebre dipinto del pittore piemontese è stato indiscutibilmente una folgorante allegoria dei movimenti sindacali del secolo scorso. Ha anche subito innumerevoli parodie, ma alla lunga la contraffazione più degradante l’ha subita proprio quel basilare concetto di coscienza e propensione al cambiamento delle cose che cercava di rappresentare.
I King Suffy Generator, anche con il prezioso supporto delle immagini di Giorgio da Valeggia, ripartono ora dalla visione sconfortante di quello che rimane - oggi - di certe idee di riscatto e solidarietà.
The Fifth state è proprio un concept su quell’indistinto e larvificato concetto di una classe sociale che ai giorni nostri non è più nemmeno in grado di distinguere o tratteggiare le proprie urgenze.
In qualità di band totalmente strumentale, i KSG non hanno il dono della parola per recuperare testi da archeologia retorica. Al contrario sviluppano trame incredibilmente sublimi, complesse che guardano ad un futuro affascinante.
Sarà che abbiamo visto più volte gli Ozric Tentacles al Villaggio Globale in condizioni di emergenza cerebrale, ma il quintetto piemontese sembra nutrirsi del gusto più affascinante del prog lisergico per dare alle strutture solitamente un po’ da camera chiusa del post rock, alcune aperture incredibilmente profonde e galattiche.
Era dai tempi dei Verbal che in Italia non ci avvicinavamo ad un lavoro così ambizioso, raffinato e al tempo stesso devastante.
In generale la libertà comporta sempre una quota di angoscia perché ci espone al carattere ogni volta contingente e privo di garanzie della nostra scelta e dei nostri atti.
La cosa paradossale è che in italia nell’indie nessuno ha un’etichetta potente che è in grado di imporre una direzione artistica. Al confronto dei King Suffy Generator, pare però che tutti i gruppi sembrano cagarsi sotto di fronte a questa specie di carta bianca stilistica.
Oltre a non aver nessuna preclusione a spaziare dal prog, alla psichedelia, al math e ad un certo tipo di indie acido i nostri sembrano sempre in grado di sapere cosa scegliere anche come farlo nella misura più cosciente e ardita possibile.
Se i nostri amici Menrovescio con il loro recente K hanno scelto la via più urticante e piena di lava della psichedelia, i KSG ne trasmettono sicuramente la via più proteiforme e complessa. Per noi questa è droga.

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Famous painting The Fourth Estate, by Giuseppe Pellizza da Volpedo, has got on us a very high symbolic value. True. The famous piece by the Piedmontese painter was unquestionably a brilliant allegory of the trade union movements of the last century. It has also suffered countless parodies, but in the long run, the most degrading counterfeiting has suffered was on very basic concept of consciousness and willingness of changing the things he was trying to represent.
King Suffy Generator, also powered by the valuable support of Giorgio da Valeggia's illustrations, has as start point the vision of what remains bleak - today - of those ideas of redemption and solidarity. 
The Fifth state is precisely a concept of that vague and spectral concept of a social class that nowadays is no longer even able to distinguish or outline his own priorities.
As a totally instrumental band, the KSG have not the gift of speech to draw on texts from the archeology of rhetoric art. On the contrary, they develop plots incredibly sublime, complex, with an eye at a fascinating future.
Maybe because we have repeatedly seen Ozric Tentacles at Villaggio Globale (in Rome), in condition of cerebral emergency, but the quintet Piedmontese seems to feed on the most charming taste of lysergic prog music, and give to certain structures usually framed in closed-chamber post-rock some incredibly openings, deep and galactic.
It was since Verbal which in Italy we did not have such an ambitious work, well crafted and, at the same time, devastating.
Generally, freedom always involves a part of anguish, because it exposes us to the naked truth, always contingent and with no guarantees of our choice and our actions.
The paradox is that in Italy, in the indie scene, no one has a so power record label, able to impose an artistic direction. At comparison with King Suffy Generator, it seems, however, that all bands seem to pee in their pants, in front of this kind of carte blanche style.



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Previously, on komakino fanzine, about 'King suffy generator':

23/04/2010 ¬  King Suffy Generator - 60 Minutes Circle  [Review]
(9tx CD, 59'56'' - Escape from Today 2009)


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